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Esame di Storia 4: dalla seconda metà del Seicento alla fine dell'Ottocento - Scuole Superiori
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Esame di Storia 4: dalla seconda metà del Seicento alla fine dell'Ottocento - Scuole Superiori

A. Bussotti
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Riassunto di Storia

Il testo, destinato agli studenti del quarto anno delle superiori, come da programmi ministeriali, sintetizza la storia dalla seconda metà del Seicento alla fine dell’Ottocento. Gli argomenti trattati sono Stato assoluto e monarchia costituzionale, la guerra nell’Europa del Settecento (l’età dell’equilibrio), civiltà extraeuropee e imperi coloniali, economia, antico regime, cultura e politica nel Settecento, la rivoluzione americana, quella industriale, quella francese, Napoleone, la Restaurazione, il pensiero politico nell’Ottocento, i moti del 1820-21 e del 1830-31, il Risorgimento italiano, le rivoluzioni del 1848-49, l’Unità italiana e l’Italia dall’Unità alla fine dell’Ottocento, per concludere con il quadro internazionale negli ultimi decenni dell’Ottocento.

Quantità

Destinato agli studenti del quarto anno della scuola superiore.

Estratto:

Nella seconda metà del Seicento si definirono due fondamentali modelli politici: la monarchia assoluta, incarnatasi in modo emblematico nel regno di Luigi XIV di Francia, il Re Sole, e la monarchia costituzionale, sviluppatasi in In­ghil­ter­ra in seguito alla Seconda Ri­vo­lu­zio­ne del 1688-89. Mentre quello inglese fu un caso isolato, almeno per l’epoca, il modello francese sarà ammirato e seguito in tutto il continente, particolarmente dalle due potenze in ascesa nel­l’Eu­ro­pa centro-orientale, la Prussia e la Russia.

La monarchia di Luigi XIV (1661-1715)
L’assolutismo in Francia – L’età del Re Sole, che regnò per un cinquantennio, viene considerata l’esempio più compiuto di monarchia assoluta, un regime politico in cui l’accentramento dei poteri nella persona del re giunge sino all’identificazione dello Stato con il sovrano stesso (espressa nel­la celebre affermazione di Luigi XIV “lo Stato sono io”). Luigi XIV era un convinto assertore del diritto divino della monarchia: di conseguenza la sua sovranità, derivando da Dio, non do­veva essere condivisa, il che la rendeva “assoluta”, ab so­lu­ta, “sciolta da” ogni restrizione o vincolo. Nel 1661, de­ce­du­to il cardinal Mazzarino – che aveva governato la Fran­cia dal­la morte di Luigi XIII, avvenuta nel 1643 – Luigi XIV, poco più che ventenne, assunse personalmente il potere, che mantenne sino al 1715, quando morì. Il lunghissimo regno fu un’epo­ca di splendore per il sovrano (di qui l’immagine del Sole, centro irradiatore di luce), impegnato in un’azione politica e militare di rafforzamento della monarchia, che portava a compimento l’opera avviata dal re Enrico IV (1594-1610) e dai ministri cardinali Richelieu (1624-42) e Mazzarino.

La centralizzazione amministrativa – Riguardo l’attività di governo, il sovrano prendeva le sue decisioni servendosi della fedele collaborazione dei tre ministri degli Este­ri, della Guerra e delle Finanze, riuniti nel Consiglio ri­stret­to. Luigi XIV mirò a creare un’amministrazione centralizzata al servizio della monarchia: per questo ricorse ad espo­nenti borghesi dotati di competenze giuridiche (i quali avevano, grazie alla legge della paulette, introdotta da Enrico IV, la possibilità di acquisire i titoli di nobiltà di toga, trasmissibili agli eredi); inoltre, esercitò il proprio controllo sulla macchina burocratica mediante gli intendenti, funzionari (peraltro in numero assai limitato) direttamente responsabili nei suoi confronti. Si trattò comunque di un sistema che tendeva a sovrapporsi, più che a sostituirsi, alle tradizionali strutture di tipo feudale, ecclesiastico e corporativo: per questo sembra prematuro parlare di un vero e proprio “Stato amministrativo”, fondato sull’esercizio di pubblici poteri.

Sovrano e ceti privilegiati – Cruciale fu il rapporto tra Luigi XIV e le élites dominanti, l’aristocrazia e il clero: l’interpretazione tradizionale ha visto Luigi XIV come colui che seppe sottomettere la nobiltà alla sua volontà; attualmente gli storici sono forse più orientati a sostenere che l’aumento del potere regale si sia verificato non tanto contro le élites locali, ma con il loro aiuto. Il monarca aveva infatti bisogno dei nobili, non solo come spettatori del suo potere, ma anche come clienti in grado di usare la propria influenza per aiutarlo a governare. I ceti privilegiati, d’altra parte, beneficiando del riconoscimento loro accordato dal re, erano disponibili a cooperare con un regime che concedeva loro protezione e superiorità sociale. Il compromesso, da cui entrambe le parti traevano vantaggio, si realizzò nel sistema di corte, che Luigi XIV istituì in modo geniale a Versailles, la magnifica reggia, costruita a partire dal 1661 a una ventina di chilometri da Parigi (in modo da sottrarre la monarchia al pericolo di eventuali sommosse cittadine, come era accaduto al tempo della Fronda), dove il Re Sole si trasferì nel 1682, imponendo alla nobiltà l’obbligo di risiedervi. La teatrale rappresentazione del potere che si svolgeva nelle sale fastose e negli splendidi giardini secondo un elaborato cerimoniale, era funzionale ad esprimere in modo grandioso, simbolico, ma anche concreto, la centralità del Re Sole e la gerarchia del po­tere che emanava dalla sua persona. L’antica nobiltà di spada, al­lon­tanata dai suoi feudi nelle province, si trasformò in una casta di cortigiani, impegnata nella dispendiosa vita di corte (feste, cacce, spettacoli) e costretta a chiedere appannaggi per sé o per i propri clienti al sovrano, che poté così trattenere le famiglie nobili nella rete della sua protezione.

0654-S4C1S
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Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
255
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
150

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storia vol 4 - 0654

Riassunto di storia vol. 4 , dal Seicento al Novencento

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