Questo testo, destinato agli studenti del terzo anno della scuola media, sintetizza la seconda parte del programma ministeriale, quella relativa al Novecento, dall’inizio del secolo XX ai giorni nostri. La trattazione parte dall’Italia nell’età giolittiana per proseguire poi con la prima guerra mondiale, la rivoluzione russa, l’Europa nel primo dopoguerra, l’Italia e il ventennio fascista, la crisi del 1929 e le dittature in Europa, i precedenti della seconda guerra mondiale e la guerra stessa, il secondo dopoguerra in Europa, USA e URSS e nel resto del mondo, l’Italia repubblicana, i conflitti locali (Vietnam, questione palestinese, colonnelli in Grecia…), il Terzo Mondo, l’Italia dagli anni Cinquanta a gli anni Settanta, per finire con il mondo e l’Italia di oggi.
Estratto:
L’Italia nell’età giolittiana
Il contesto europeo tra Ottocento e Novecento
Il periodo compreso tra il 1870 e il 1914, anno di inizio della prima guerra mondiale, fu caratterizzato da una notevole crescita tecnica e scientifica.
Questo ispirò nella borghesia una profonda fiducia nel progresso e la convinzione di vivere un’epoca di serenità e di pace che si sarebbe protratta anche in futuro. La Belle époque (Bella epoca), come venne definito quel periodo, godeva infatti dei traguardi conseguiti dalla medicina (cura della pellagra e del colera), dall’agricoltura (uso di macchine e fertilizzanti), dalla tecnica (costruzione di automobili e aerei).
Telefono e telegrafo rendevano possibili le comunicazioni tra località anche molto distanti tra loro.
Con l’elettricità, oltre a illuminare vie e appartamenti, si potevano far funzionare i primi elettrodomestici come fornelli, ferri da stiro, stufe.
Il cinematografo costituiva un nuovo svago e documentava aspetti di realtà diverse.
In campo sociale le donne, benché con retribuzioni più basse rispetto a quelle degli uomini, cominciarono a lavorare fuori casa contribuendo a migliorare le condizioni economiche della famiglia o rendendosi autonome da essa.
In campo politico l’introduzione del suffragio universale maschile in numerosi Paesi dell’Europa occidentale diede a tutti i cittadini maschi il diritto di voto.
Il rovescio della medaglia
L’atmosfera spensierata della Belle époque non corrispondeva però in tutti i suoi aspetti alla realtà.
A godere di tanti benefici erano soprattutto la grande e piccola borghesia, mentre la vita del proletariato urbano e rurale continuava a essere molto dura. Il suffragio universale non era in genere esteso alle donne, che dovettero lottare ancora prima di raggiungerlo.
In quegli anni si diffuse inoltre l’idea di nazionalismo, che si basava sul concetto della superiorità di una nazione sulle altre e che per questo riteneva legittimo imporre il proprio dominio sui popoli più deboli.
Tra molti Stati esistevano infine pericolose rivalità:
– la Gran Bretagna temeva che l’accresciuta potenza della Germania le togliesse il primato coloniale;
– la Francia covava il desiderio di rivincita verso la Germania che le aveva tolto le regioni dell’Alsazia e della Lorena con la guerra del 1870;
– la Germania voleva dominare i vicini popoli di lingua slava;
– l’Austria e la Russia erano in attrito per il dominio dei Balcani che volevano sottrarre al debole impero ottomano;
– l’impero ottomano cercava di difendere il suo controllo sui Paesi balcanici ma, a causa di una grave crisi interna, perse la sovranità sulla Bulgaria e sull’Albania, che proclamarono la loro indipendenza rispettivamente nel 1908 e nel 1912;
– l’Italia voleva completare la sua unità con le terre irredente (la provincia di Trento e la città di Trieste) ancora in mano degli Austriaci.
Così, mentre c’era una generale corsa agli armamenti, accanto all’alleanza già stipulata tra Austria, Germania e Italia (Triplice Alleanza, 1882), nel 1894 si costituì la Triplice Intesa tra Francia, Gran Bretagna e Russia.
Scheda tecnica
Potrebbe anche piacerti