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Pacchetto Storia (Scuole Medie)

Riassunti di Storia per le Scuole Medie + schede riassuntive.


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Riassunti di Storia strutturati pensando ai programmi scolastici delle Scuole Medie, per accompagnare gli studenti nel percorso scolastico.

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Riassunto di Storia

Questo testo, destinato agli studenti del primo anno della scuola media, sintetizza la storia dalla Preistoria alla crisi del Trecento. Illustra le prime civiltà antiche, quella greca, le preromane, la civiltà romana fino alla crisi dell’Impero, l’avvento del cristianesimo, la caduta dell’Impero romano d’Occidente, i regni romano barbarici e l’impero bizantino, l’Italia longobarda, l’Islam, il feudalesimo, Carlo Magno, l’anno Mille (dall’Alto al Basso Medioevo), papato e impero, le crociate, i Comuni, Barbarossa, Federico II, la nascita delle monarchie nazionali in Europa, la Signoria, la crisi del Trecento e l’Italia dagli Stati regionali ai Principati. Il tutto con un grado di sintesi e un livello di esposizione adeguati agli studenti più giovani.


Riassunto di storia: dalla Preistoria alla crisi del Trecento.

Estratto:


L’Uomo fa la sua comparsa sulla Terra
Alcuni milioni di anni fa, nella parte centro-orientale del­l’Africa, lungo la Rift Valley, un cambiamento climatico trasformò la foresta pluviale in una enorme sa­vana, una distesa di erbe più o meno alte con alberi radi e bassi. Le scimmie che abitavano la foresta, non avendo più la possibilità di stare al sicuro sugli al­beri, dovettero adattarsi alla vita a terra.
Una specie di queste scimmie, con una evoluzione du­rata milioni di anni, cominciò ad assumere una po­si­zione eretta; ciò significa che non camminava più a quat­tro mani, ma usava solo gli arti posteriori, mentre quel­li anteriori, che erano prensili e avevano il di­to pollice opponibile (cioè sovrapponibile alle altre di­ta), divennero un mezzo con il quale afferrare oggetti e utilizzarli come strumenti. Queste creature sono chia­mate dagli studiosi ominidi, e sono gli antenati del­­la specie umana. I loro più antichi resti risalgono e più di tre milioni di anni fa.

Dagli ominidi agli uomini
L’uso della mano consentì di sviluppare l’intelligenza e di costruire utensili di pietra rozzamente scheggiata: erano nati gli uomini.
In questo lungo periodo, che va da 2.500.000 a circa 12.000 anni fa e che si chiama età paleolitica (cioè “del­la pietra antica”), il fisico degli uomini lentamente si mo­di­ficò sia per l’adattamento all’ambiente sia per­ché essi divennero onnivori, quindi cominciarono a consumare anche la carne: il cervello divenne più grande, aumentò l’altezza, si modificò la dentatura e scomparve la pelliccia che li ricopriva.
Per effetto dell’evoluzione, all’homo habilis si sostituì l’homo erectus, che attraverso l’istmo di Suez, dall’Africa si diffuse in Europa e in Asia.
In seguito, l’ere­ctus a sua volta si estinse e fece la sua comparsa l’homo sapiens e infine si affermò l’ho­mo sapiens sapiens, alla cui specie apparteniamo anche noi.
Comprendendo l’importanza del fuoco per scaldarsi, allontanare gli animali predatori e illuminare, gli uomini preistorici impararono a conservarlo e co­min­­ciarono a cuocere il cibo; successivamente trovarono il modo di accenderlo sfregando tra loro due le­gni secchi o battendo due pietre focaie, che producevano scintille incendiando erba secca.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Medie
Numero Pagine
160
Altezza
150
Larghezza
105
Profondità
6
Peso
87

Riassunto di Storia

Questo testo, destinato agli studenti del secondo anno delle Scuole Medie, sintetizza la storia dal Quattrocento a Napoleone. Con l’Europa del Quattrocento si affrontano Umanesimo e Rinascimento, le grandi scoperte geografiche e la conquista del Nuovo Mondo; si passa quindi all’Europa del primo Cinquecento, alla Riforma protestante, alla Controriforma e a Filippo II di Spagna con le guerre di religione. Poi c’è l’Europa del primo Seicento, l’età delle rivolte, la rivoluzione inglese e l’espansione europea nel mondo. Con l’Europa nel Settecento si tratta il capitalismo e la rivoluzione industriale, le rivoluzioni americana e francese, per approdare poi all’età napoleonica. Il tutto con un grado di sintesi e un livello di esposizione adeguati agli studenti più giovani.


Estratto:

L’Europa nel Quattrocento

L’Europa in crisi
Il Trecento si era chiuso, in Europa, con una crisi non solo economica, ma anche politica: già con la mor­te di Fe­derico II (1250), infatti, era iniziato un periodo dif­fi­cile per l’impero e anche la Chiesa non era più in gra­do di sottomettere il potere politico al potere religioso.
Durante il XV secolo, la nascita degli Stati nazionali, il declino del sistema feudale, il sorgere di nuovi impulsi culturali contribuirono inoltre a un lento ma inesorabile mutamento di mentalità. Cominciò a poco a poco a farsi strada l’idea della ne­cessità di un’Europa meno frammentata, che ritrovasse nella sua unificazione la grandezza e la potenza del passato.
La ricostituzione di un Occidente unificato era lo sco­­po tradizionale dell’impero germanico, ma la Ger­ma­nia era ormai troppo debole e divisa, mentre erano in­ve­ce sempre più potenti le monarchie nazionali (Francia, In­ghilterra e Spagna), che potevano disporre di un eser­cito forte e di grandi ricchezze e che erano spinte anche dall’interesse di aprire nuovi mercati alla propria economia.

L’impero germanico passa agli Asburgo
L’impero germanico fra il Trecento e il Quattrocento fu travagliato da una profonda crisi, che si chiuse definitivamente solo nel 1437, con la morte dell’ultimo imperatore della casata di Lussemburgo, Sigismondo, e con il passaggio del titolo imperiale alla casata degli Asburgo, duchi d’Austria.
I nuovi imperatori erano decisamente intenzionati ad aumentare il loro prestigio politico e a espandersi territorialmente.
Gli inizi non furono brillanti, perché i primi sovrani asburgici, incerti fra espansione verso Oriente o verso Occidente, nelle loro imprese subirono una serie di sconfitte.
Inoltre nel 1508 essi saranno costretti a riconoscere definitivamente l’indipendenza della Svizzera e nel 1510 perderanno Trieste e l’Istria, occupate dalla repubblica veneta.

La Francia dopo la guerra dei Cento anni
Terminata la guerra dei Cento anni (1339-1453), la Francia si liberò finalmente dal pericolo inglese e iniziò a perseguire il progetto di costituire un unico Stato nazionale.
Luigi XI consolidò l’unità politica del regno; la Fran­cia era allora lo Stato nazionale più forte e ricco d’Europa.
Verso la fine del secolo, come vedremo meglio, essa si impegnerà in una guerra di conquista nell’Italia meridionale che si rivelerà molto pericolosa per l’equilibrio europeo.

L’Inghilterra e la guerra delle Due rose
In Inghilterra la sconfitta subìta nella guerra dei Cen­to anni ebbe gravi conseguenze, perché molti cavalieri rimasero senza possibilità di conquistare feudi in Fran­cia.
La nobiltà si divise inoltre in due tendenze e scoppiò una lunga e sanguinosa guerra civile per impadronirsi del trono, la guerra delle Due rose, in riferimento agli stemmi delle due famiglie che vi aspiravano: una rosa rossa su quello dei Lancaster e una rosa bianca su quello degli York.
La guerra si concluse nel 1485 con un compromesso: grazie al matrimonio con Elisabetta di York, il principe Enrico VII Tudor, imparentato con i Lancaster, salì al trono dando inizio alla dinastia Tudor.
Il nuovo re si pose innanzitutto l’obiettivo di ri­por­tare l’ordine nel Paese e, rinunciando a una politica di conquista sul continente, si dedicò al rafforzamento dell’economia artigiana e mercantile interna.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Medie
Numero Pagine
164
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
114

Riassunto di Storia

Questo testo, destinato agli studenti del terzo anno della scuola media, sintetizza la prima parte del programma ministeriale, quella relativa all’Ottocento, dal Congresso di Vienna alla fine del secolo. Il primo capitolo è dedicato appunto al Congresso di Vienna e alla Restaurazione. Si affrontano poi i moti del 1820-21, quelli del 1830-31, la seconda rivoluzione industriale e il socialismo, il Quarantotto in Europa e in Italia, l’unificazione dell’Italia, l’Europa nella seconda metà dell’Ottocento, la guerra di secessione americana, l’imperialismo, l’Italia nella seconda metà dell’Ottocento per concludere con l’Europa tra Ottocento e Novecento. Il tutto con un grado di sintesi e un livello di esposizione adeguati agli studenti più giovani.


Estratto:

Il Congresso di Vienna e la Restaurazione

Il Congresso di Vienna e il nuovo assetto europeo
Tra il 1814 e il 1815, dopo la caduta di Napoleone, Au­stria, Gran Bretagna, Russia e Prussia si riunirono nel Congresso di Vienna per procedere alla Restaurazione, cioè per ristabilire la situazione com’era prima della rivoluzione francese e per evitare in futuro nuovi ten­ta­tivi rivoluzionari.
Sotto l’impulso del cancelliere austriaco Metternich i lavori del Congresso si svolsero in base a due principi:
– principio di legittimità, che riportava sul trono i le­gittimi sovrani;
– principio di equilibrio, che stabiliva per le potenze vincitrici vantaggi equilibrati in modo che nessuna prevalesse sulle altre.
Furono quindi ridisegnati nuovi confini per rafforzare gli Stati confinanti con la Francia e per concedere compensi agli Stati vincitori:
– Belgio e Olanda si unirono nel regno dei Paesi Bassi;
– la Prussia fu ingrandita con alcune regioni;
– l’Austria rinunciò ai Paesi Bassi asburgici ma ottenne la Lombardia, il Veneto, il Trentino, l’Istria e la Dal­ma­zia;
– gli Stati dell’area germanica andarono a costituire la Confederazione germanica sotto la presidenza austriaca;
– la Svizzera fu rafforzata con l’acquisizione di tre can­toni e le fu accordata la neutralità permanente;
– la Spagna abolì la Costituzione concessa nel 1812 e tor­nò ai confini del 1789;
– la Gran Bretagna conservò Malta ed ebbe dall’Olanda Città del Capo (Sudafrica) e l’isola di Ceylon (Ocea­no Indiano);
– la Russia ottenne la Finlandia e parte della Polonia;
– la Svezia ebbe la Norvegia sottratta alla Danimarca;
– in Italia vennero attuate alcune modifiche per ren­derla meno debole e frammentata.
La Francia, nonostante fosse stata sconfitta, riuscì a man­tenere quasi intatti i propri confini del 1789. Inol­­tre il trono tornò alla casa dei Borbone con Luigi XVIII, fra­tello di Luigi XVI, che si impegnò però a con­ce­de­re una Costituzione, sia pur molto moderata.
Metternich aveva infatti capito che non sarebbe sta­to opportuno punire troppo la Francia.
Grazie anche all’abile azione diplomatica del ministro degli Este­ri francese, principe di Talleyrand, si evi­tò di restaurare completamente la situazione politica e sociale precedente alla rivoluzione per non ricreare le condizioni favorevoli a un evento rivoluzionario, con tutti i pericoli che ne potevano derivare per l’assetto conservatore europeo.
Il nuovo assetto dell’Italia
La Restaurazione in Italia fu particolarmente dura e te­se a scongiurare ogni aspirazione costituzionale e ogni tentativo di unificazione:
– la repubblica di Venezia non venne ripristinata e il Ve­­neto fu unito alla Lom­bardia austriaca a formare un nuovo regno;
– anche la repubblica di Genova non fu ripristinata e la Liguria fu annessa al regno di Sardegna;
– il ducato di Par­ma fu affidato a Maria Luisa d’Asburgo, figlia del­l’im­­peratore d’Austria e seconda moglie di Napoleone;
– la repubblica di Lucca, trasformata in ducato, fu af­­­fidata alla dinastia borbonica di Parma, con l’impegno che, alla morte di Maria Luisa, la dinastia borbonica tornasse a Parma e Lucca fosse annessa al gran­du­­cato di Toscana, come effettivamente accadde nel 1847.
Con il nuovo assetto i principali Stati italiani furono quindi i seguenti:
– il regno di Sardegna, sotto Vittorio Emanuele I di Sa­voia, che si ingrandì con la Liguria;
– il regno Lombardo-Veneto, che entrò a far parte del­l’impero austriaco;
– il granducato di Toscana, sotto Ferdinando III di Asbur­go-Lorena;
– lo Stato della Chiesa, che fu restituito a papa Pio VII;
– il regno di Napoli e la Sicilia, con il nuovo nome di regno delle Due Sicilie, sotto Ferdinando I di Borbone;
– il ducato di Modena, sotto Francesco IV d’Austria-Este;
– il ducato di Parma, sotto Maria Luisa d’Asburgo;
– il ducato di Lucca, sotto la dinastia borbonica di Par­ma.
L’Austria esercitava pertanto il proprio controllo di­rettamente sul Lombardo-Veneto e indirettamente sugli Stati dove governavano sovrani imparentati con gli Asburgo che, timorosi di una nuova ondata rivoluzionaria, finirono per entrare nella sfera d’influenza politica dell’Austria.

La Santa Alleanza
Chiuso il Congresso di Vienna, su iniziativa dello zar Alessandro I, venne fondata la Santa Alleanza tra Austria, Prussia e Russia.
I sovrani, tutti cristiani (anche se di confessione rispettivamente cattolica romana, protestante e ortodossa) si impegnavano ad aiutarsi reciprocamente, in ba­se al principio di inter­ven­to, contro eventuali tentativi rivoluzionari, e a governare “secondo le parole del­­le Sacre Scritture” difendendo la religione cristiana.
Alla Santa Alleanza aderirono tutti i sovrani europei tran­ne il re di Gran Bretagna, contrario al principio della monarchia assoluta, e il papa, che non accettava un’al­leanza con uno Stato ortodosso e uno protestante.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Medie
Numero Pagine
94
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
72

Riassunto di Storia

Questo testo, destinato agli studenti del terzo anno della scuola media, sintetizza la seconda parte del programma ministeriale, quella relativa al Novecento, dall’inizio del secolo XX ai giorni nostri. La trattazione parte dall’Italia nell’età giolittiana per proseguire poi con la prima guerra mondiale, la rivoluzione russa, l’Europa nel primo dopoguerra, l’Italia e il ventennio fascista, la crisi del 1929 e le dittature in Europa, i precedenti della seconda guerra mondiale e la guerra stessa, il secondo dopoguerra in Europa, USA e URSS e nel resto del mondo, l’Italia repubblicana, i conflitti locali (Vietnam, questione palestinese, colonnelli in Grecia…), il Terzo Mondo, l’Italia dagli anni Cinquanta a gli anni Settanta, per finire con il mondo e l’Italia di oggi.


Estratto:

L’Italia nell’età giolittiana

Il contesto europeo tra Ottocento e Novecento
Il periodo compreso tra il 1870 e il 1914, anno di ini­zio della prima guerra mondiale, fu caratterizzato da una notevole crescita tecnica e scientifica.
Questo ispirò nella borghesia una profonda fiducia nel progresso e la convinzione di vivere un’epoca di se­re­nità e di pace che si sarebbe protratta anche in fu­turo. La Belle époque (Bella epoca), come venne definito quel pe­riodo, godeva infatti dei traguardi conseguiti dalla me­dicina (cura della pellagra e del colera), dall’agricoltura (uso di macchine e fertilizzanti), dal­la tecnica (costruzione di automobili e aerei).
Telefono e telegrafo rendevano possibili le comunicazioni tra località anche molto distanti tra loro.
Con l’elettricità, oltre a illuminare vie e appartamenti, si potevano far funzionare i primi elettrodomestici co­me for­nelli, ferri da stiro, stufe.
Il cinematografo costituiva un nuovo svago e documentava aspetti di realtà diverse.
In campo sociale le donne, benché con retribuzioni più bas­se rispetto a quelle degli uomini, cominciarono a lavorare fuori casa contribuendo a migliorare le con­di­zio­ni economiche della famiglia o rendendosi au­tonome da essa.
In campo politico l’introduzione del suffragio universale maschile in numerosi Paesi dell’Europa oc­cidentale diede a tutti i cittadini maschi il diritto di voto.

Il rovescio della medaglia
L’atmosfera spensierata della Belle époque non cor­ri­spo­ndeva però in tutti i suoi aspetti alla realtà.
A godere di tanti benefici erano soprattutto la grande e pic­cola borghesia, mentre la vita del prole­tariato ur­ba­no e rurale continuava a essere molto du­ra. Il suf­fra­gio universale non era in genere esteso al­le don­ne, che dovettero lottare ancora prima di rag­giungerlo.
In quegli anni si diffuse inoltre l’idea di nazionalismo, che si basava sul concetto della superiorità di una nazione sulle altre e che per questo riteneva legittimo imporre il proprio dominio sui popoli più deboli.
Tra molti Stati esistevano infine pericolose rivalità:
– la Gran Bretagna temeva che l’accresciuta potenza della Germania le togliesse il primato coloniale;
– la Francia covava il desiderio di rivincita verso la Ger­mania che le aveva tolto le regioni dell’Alsazia e del­la Lorena con la guerra del 1870;
– la Germania voleva dominare i vicini popoli di lin­gua slava;
– l’Austria e la Russia erano in attrito per il dominio dei Balcani che volevano sottrarre al debole impero ottomano;
– l’impero ottomano cercava di difendere il suo controllo sui Paesi balcanici ma, a causa di una grave crisi interna, perse la sovranità sulla Bulgaria e sull’Albania, che proclamarono la loro indipendenza rispettivamente nel 1908 e nel 1912;
– l’Italia voleva completare la sua unità con le terre irredente (la provincia di Trento e la città di Trieste) ancora in mano degli Austriaci.
Così, mentre c’era una generale corsa agli armamenti, accanto all’alleanza già stipulata tra Austria, Ger­­mania e Italia (Triplice Alleanza, 1882), nel 1894 si co­­stituì la Triplice Intesa tra Francia, Gran Bretagna e Rus­sia.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Medie
Numero Pagine
156
Altezza
150
Larghezza
105

Riassunto di Storia

I volumi della Serie Argento, trattando la materia in modo approfondito, sono un utile supporto per i ragazzi che devono affrontare l’esame conclusivo della scuola secondaria di primo grado (licenza media). Data l’ampia trattazione della materia e l’efficacia didattica della loro sintesi, possono essere utili anche a tutti coloro che desiderano avere a portata di mano un pratico manuale per un veloce ripasso. Il presente testo sintetizza il programma ministeriale dal Congresso di Vienna al Duemila.


Riassunto della storia dal Congresso di Vienna al Duemila.

Estratto:

Dal Congresso di Vienna alla terza guerra d’indipendenza

Il Congresso di Vienna e la Santa Alleanza
La sistemazione del nuovo ordine successivo alla sconfitta di Napoleone fu decisa nel Congresso di Vienna (1 no­vem­­­­­bre 1814 - 9 giugno 1815).
Al congresso parteciparono i rappresentanti delle maggiori po­­­tenze vincitrici delle guerre contro l’espansionismo del­l’imperatore francese Napoleone Bonaparte: lo zar Ales­­san­dro I, il ministro degli esteri inglese Robert S. Castlereagh, il can­­­­­­­cel­lie­re austriaco Metternich, il mi­­nistro de­gli esteri della Prus­­sia Hardenberg.
La Francia, nonostante fosse potenza vin­ta, fu an­­ch’essa am­­messa a partecipare al congresso e ven­­­­ne rappresentata da Talleyrand, già mi­nistro di Na­po­leo­ne.
Fu proprio del rappresentante francese la proposta, poi ac­­colta dal congresso, di basare ogni deliberazione a proposito del nuovo assetto europeo sul principio di le­git­ti­mi­tà, secondo il quale i territori europei dovevano ritornare ai so­­vrani che vi avevano regnato prima del 1789.
In nessun modo invece vennero prese in considerazione le aspirazioni dei popoli all’indipendenza nazionale e alla so­­vranità popolare.

La Santa Alleanza – Nello stesso periodo del Congresso di Vienna si venne co­­­­sti­­tuendo la Santa Alleanza, voluta nel settembre 1815 dal­­­lo zar Alessandro I.
L’alleanza, alla quale aderirono Rus­sia, Prus­­sia, Austria, Fran­­cia e numerosi stati minori ma non l’In­­­ghil­­ter­ra, si proponeva di prendere come regola i princìpi del­la re­ligione cri­­stiana e della pace, impegnando i so­vra­­ni a pre­starsi vi­cen­­devole aiuto.
In realtà la Santa Al­le­an­za si trasformò ben presto, per ope­­ra del ministro austriaco Metternich, in un sistema op­­pres­­sivo e reazionario, mirante a stroncare ogni tentativo li­­be­­rale in Europa. Metternich riu­scì infatti a far prevalere la co­­siddetta politica dell’intervento, cioè la fa­­coltà degli al­lea­­­ti di intervenire militarmente per riportare l’or­­dine all’interno di uno Stato mi­nacciato da mo­ti rivoluzionari.

I cambiamenti in Europa – In base ai princìpi stabiliti le grandi potenze riunite a Vien­­­na ridisegnarono quindi la cartina geografica dell’Europa.
La Francia, governata da Luigi XVIII di Borbone (1814-1824), fu ridotta nei confini anteriori al 1792.
L’Austria rientrò in possesso degli antichi domini lombardi (lo Stato di Milano) che ingrandì con l’acquisizione del­la Val­tellina, del Trentino, del territorio già appartenuto a­l­la Re­pubblica di Venezia (Bergamo, Brescia, il Veneto) e del­le Pro­­vince Illiriche napoleoniche (Friuli, Istria, Dal­ma­zia, Croa­­zia meridionale). Alla corona imperiale spettò anche la pre­sidenza della nuo­­va Confederazione Germanica, che da 360 stati fu ridotta a 38.
La Prussia ot­ten­­ne alcune province del Regno di Sas­so­nia (che era sta­to al­­­leato di Napoleone), e parte della Re­na­nia e della West­fa­lia, territori che si sarebbero rivelati ricchi di potenzialità eco­nomiche.
La Russia ottenne la Finlandia (già della Svezia), la Bes­sa­ra­­bia (già della Turchia) e la maggior parte della Polonia.
L’Inghilterra ottenne l’isola di Malta e il protettorato sul­le isole Ionie, così da poter controllare l’intero mare Me­di­ter­­raneo; entrò inoltre in possesso di parecchie colonie francesi e Olandesi, come la Guiana (America del Sud), la Co­lo­nia del Capo (Africa meridionale), le isole di Ceylon e Mau­ri­­zio (Oceano Indiano).

Vedi file allegati (estratto e Indice)

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Medie
Numero Pagine
224
Altezza
150
Larghezza
105

La Scheda "Le date della Storia 1" abbraccia il periodo cronologico che va dall’anno 400 al 1300. È ripartita in tre macro periodi: Alto Medioevo, Basso Medioevo e Tardo Medioevo. Ogni macro periodo è suddiviso per secoli e riporta le date più significative, con una breve spiegazione dell’evento accaduto.


Questa Scheda riassuntiva Bignami elenca le principali date con i relativi eventi dall’anno 400 al 1300. La scheda plastificata Le Date della Storia 1 organizza le date principali di questo periodo storico su una base di tre colori: il blu per gli eventi accaduti in Italia, il rosso per quelli in Europa e il verde per quelli nel bacino del Mediterraneo. Corredata di pratiche cartine, è un ottimo strumento per un ripasso globale della storia del Medioevo.

Un aiuto fondamentale durante la Scuola Superiore e l'Università per ricordare in un solo colpo d'occhio tutti gli eventi più importanti da ricordare. Le Schede Bignami sono state create apposta per aiutarti a ricordare ed imparare meglio i fondamenti della materia che trattano.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
10
Altezza
240
Larghezza
160

La Scheda "Le date della Storia 2" abbraccia il periodo cronologico che va dall’anno 1400 all'anno 1750. È ripartita in macro periodi, ognuno dei quali ricopre un cinquantennio: 1400, 1450, 1500, 1550, ecc. Ogni macro periodo riporta le date più significative con una breve spiegazione dell’evento accaduto.


La Scheda riassuntiva Bignami elenca le principali date con i relativi eventi dal 1400 al 1750.

Le date sono contraddistinte da tre colori: il blu per gli eventi accaduti in Italia, il rosso per quelli in Europa e il verde per quelli nei Paesi extraeuropei. Corredata di pratiche cartine, è un ottimo strumento per un ripasso globale della storia di questo periodo.

Un aiuto fondamentale durante la Scuola Superiore e l'Università, per ripassare a solo colpo d'occhio tutti gli eventi più importanti da ricordare. Le Schede Bignami sono state pensate per aiutarti a ricordare ed imparare meglio i fondamenti della materia che trattano.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
10
Altezza
240
Larghezza
160

La Scheda "Le date della Storia 3“ abbraccia il periodo cronologico che va dall’anno 1750 al 1970. È ripartita in macro periodi, della durata di un cinquantennio ciascuno: 1750, 1800, 1850, 1900, 1950. Ogni macro periodo riporta le date più significative con un breve riassunto dell’evento accaduto.


La Scheda riassuntiva Bignami elenca le principali date con i relativi eventi dal 1750 al 1970.

Le date sono contraddistinte da tre colori: il blu per gli eventi accaduti in Italia, il rosso per quelli in Europa e il verde per quelli nei Paesi extraeuropei. Corredata di pratiche cartine, è un ottimo strumento per una visione globale della storia, in fase di studio o di ripasso.

Un aiuto fondamentale durante la Scuola Superiore e l'Università, per ricordare facilmente gli avvenimenti principali e prepararsi al meglio per verifiche ed interrogazioni: le schede Bignami sono infatti pensate apposta per aiutarti a ricordare ed imparare meglio i fondamenti della materia che trattano.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
10
Altezza
240
Larghezza
160

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