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Esame di Filosofia 3: Dal Romanticismo ai nostri giorni - Scuole Superiori
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Esame di Filosofia 3: Dal Romanticismo ai nostri giorni - Scuole Superiori

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Riassunto di Filosofia

Dal Romanticismo ai nostri giorni. La Parte I si occupa della Filosofia moderna nell’Ottocento: il pensiero romantico, l’idealismo (Fichte, Schelling e Hegel), l’opposizione all’idealismo (Herbart, Schopenhauer, Kierkegaard), il pensiero politico nella prima metà dell’Ottocento, il positivismo (Comte, Bentham e Stuart Mill), illuminismo e spiritualismo in Italia, Darwin e Spencer, Feuerbach e Marx. La Parte II tratta la Filosofia contemporanea: Spiritualismo, Neocriticismo, Filosofia dei valori, Nietzsche, Empiriocriticismo, Storicismo e Fenomenologia, Pragmatismo, Intuizionismo, Croce e Gentile, la psicoanalisi, Heidegger, l’Esistenzialismo, la scuola di Francoforte, lo Strutturalismo e Popper.

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Estratto:

Introduzione
Il periodo storico
L’Ottocento è stato il secolo degli ideali liberali e nazionali espressi dalla borghesia che, sull’esempio di quanto accaduto in Francia con la grande rivoluzione e poi con quella del 1830, afferra saldamente il potere in tutta l’Europa.
Nella prima metà del secolo, cioè nell’età romantica, gli idea­li liberali e nazionali sono portati avanti, contro i governi della Restaurazione, dalle società segrete e dai moti rivoluzionari popolari, che sfociano nella grande ventata rivoluziona­ria del 1848.
Ma dopo il fallimento delle rivoluzioni e delle guerre na­zio­nali del 1848, che coincide con il rapido tramonto degli idea­li romantici, l’azione politica e diplomatica dei governi pren­de il sopravvento nella costruzione di un’Europa nella qua­le l’Italia e la Germania raggiungono la loro unità politica, e che è retta da governi liberal-moderati.
Motivi di potenza e di prestigio, ma soprattutto motivi eco­­nomici, spingono i governi europei sulla via delle conquiste co­loniali, che assicurano ai conquistatori materie pri­me a basso prezzo e nuovi mercati di vendita dei loro prodotti.
La classe dirigente borghese, ormai saldamente al potere, si allea con l’aristocrazia, tornata alla riscossa al tempo della Re­staurazione, per frenare le aspirazioni delle classi popolari, e in particolare del proletariato operaio.
Infatti in tutta Europa, e soprattutto in Inghilterra, in Ger­mania, in Francia e nel Belgio, la rapida industrializzazione ha portato alla nascita di una numerosa classe operaia che, in­fluenzata dapprima da dottrine come il socialismo utopistico e il cartismo, dopo la pubblicazione del Ma­ni­fe­sto di Marx (1848) dà inizio alle lotte sociali sulla base delle teorie del socialismo scientifico.
Nel frattempo, il progresso scientifico e tecnologico, porta a mutamenti profondi nell’organizzazione della vita e nei rap­­porti umani: basti pensare allo sviluppo della navigazione a va­pore e al rapido estendersi della rete ferroviaria e di quel­la telegrafica.

La fine dello spirito illuministico
Nel periodo post-kantiano, che vede in Europa l’egemonia di Napoleone e la Restaurazione, si dissolve rapidamente lo spirito illuministico e il centro degli studi filosofici si spo­sta dalla Francia e dall’Inghilterra alla Germania, che per buona parte del secolo XIX costituisce per così dire il paese gui­da di tutta la filosofia europea.
Si sviluppano gli studi sul kantismo, ma il criticismo del gran­de filosofo tedesco, se trova seguaci e continuatori, in­con­tra anche una prima decisa opposizione che si fonda sul­la fede e sul sentimento.

L’idealismo romantico
Dalla Germania si diffonde in tutta l’Europa la cultura e la f­ilosofia romantica, che contro l’illuminismo e il razionalismo esalta il sentimento e, inserendosi nella tradizione panteistica, giunge alla divinizzazione della natura.
In Germania nasce e si sviluppa la grande corrente del­l’idea­lismo, destinata a esercitare un’influenza enorme su tut­ta la successiva cultura europea.
L’idealismo ha alla propria base il riconoscimento dell’assoluta originarietà e indipendenza dello spirito, sia che af­fer­mi che tutta la realtà, in quanto conosciuta dal soggetto (io), è rappresentazione o atto del soggetto medesimo (Fichte), sia che restituisca alla natura la sua realtà senza pe­rò separarla dallo spirito (Schelling), sia infine che identifichi la ragione con la realtà, ponendo come principio di ogni cosa l’idea, intesa come unità contenente virtualmente in sé tutte le determinazioni formali della realtà (Hegel).

Il positivismo
Come reazione all’indirizzo metafisico della filosofia idealistica, ma non senza influssi illuministici e romantici, nasce in Francia intorno al 1830 (Comte), e si diffonde rapidamente in tutta Europa nella seconda metà del secolo, il positivismo, che opponendosi a ogni principio metafisico assume l’espe­rienza come unico fondamento della vera conoscenza.
Il positivismo, la cui diffusione è favorita dai grandi progressi delle scienze sperimentali, è collegato con l’espandersi dell’industrializzazione ed esprime la mentalità della so­cie­tà industriale borghese del secondo Ottocento.

Il socialismo scientifico
Da un gruppo di continuatori in posizione critica del­l’idea­lismo di Hegel, costituenti la cosiddetta “sinistra hegeliana”, si sviluppano il materialismo e il socialismo scientifico di Marx e di Engels.
Il materialismo, che pone alla base dell’azione umana la pro­­­­­duzione dei mezzi per il soddisfacimento dei bisogni ma­te­­­­­­­riali, considera l’uomo nel complesso dei suoi rapporti so­cia­­­­­­­li e nel suo compito di operare nella realtà per trasformarla.
È appena il caso di accennare che esso, con i suoi svi­lup­pi teo­rici e politici, ha esercitato un influsso enorme sia sul­la vi­ta culturale che sulla lotta politica e sociale fino ai no­stri giorni.
L’ultimo periodo della filosofia moderna presenta nel suo com­plesso, come è possibile rilevare, un panorama vasto e ar­ticolato di studi filosofici, destinati ad avere notevole sviluppo e a produrre nuovi e importanti sbocchi nell’età contem­poranea.

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Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
288
Altezza
150
Larghezza
105

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