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Esame di Filosofia 2: Dal Rinascimento a Kant - Scuole Superiori
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Esame di Filosofia 2: Dal Rinascimento a Kant - Scuole Superiori

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Riassunto di Filosofia

Storia della filosofia dal Rinascimento a Kant. La parte I si occupa della filosofia del Rinascimento: il Rinascimento umanistico, il platonismo e l’aristotelismo, la Riforma protestante, il Rinascimento naturalistico, il pensiero storico e politico, i filosofi della natura (Telesio, Giordano Bruno e Tommaso Campanella) e il pensiero scientifico. La parte II affronta invece la filosofia moderna, dal problema del metodo ai sistemi di essa: Francesco Bacone, Galileo, Descartes, l’età cartesiana, Hobbes, Spinoza, Locke, Newton, Leibniz, Giambattista Vico, Berkeley e Hume, l’Illuminismo (inglese, francese, tedesco e italiano) per concludere con Immanuel Kant.

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Introduzione
Dalla trascendenza all’uomo e alla natura
Prende il nome di Rinascimento quel nuovo e profondo mo­vimento culturale che segna il passaggio dalla civiltà del Me­dioevo a quella dell’età moderna.
Esso si sviluppa nei secoli XV e XVI, e ha origine in Ita­lia, da dove si diffonde poi in tutti i paesi d’Europa.
Il Rinascimento rappresenta essenzialmente una reazione al pensiero medioevale. Nel Medioevo la vita spirituale è to­tal­mente tesa verso il trascendente; la filosofia è considerata «an­­cella» della teologia; la natura viene studiata solo in quan­­to in essa si riflette la realtà divina: da ciò l’impronta ec­­clesiastica della cultura medioevale.
Nel Rinascimento, invece, il mondo della cultura afferma la propria autonomia nei confronti di ogni fine trascendente. Di­chiara il valore incondizionato della persona umana, il ruo­lo e la forza creativa dell’uomo sulla Terra. Sostiene l’au­­tonomia della natura e il predominio assoluto della ra­gio­­ne nella ricerca della verità. Ne deriva come conseguenza una laicizzazione della cultura.
La nuova concezione rinascimentale ha avuto le sue origini e i suoi precursori negli ultimi secoli del Medioevo. A es­­sa hanno contribuito, per esempio, il sorgere e l’affermarsi del­­­la borghesia comunale e il rafforzamento delle strutture sta­­tali, che ha posto in crisi l’ideale della supremazia della Chie­­sa sul potere laico.
Duns Scoto, Ruggiero Bacone, Guglielmo di Occam e Mar­si­­­lio da Padova precorrono, con la loro speculazione filosofica, i tem­pi nuovi, mentre Francesco Petrarca e Giovanni Boc­­­cac­cio affermano nella loro opera poetica il valore dell’uomo e la nuova concezione della vita.

Il ritorno all’antichità
Il ritorno all’antichità classica in tutti i campi del sapere (fi­­losofia, scienza, letteratura, arte) costituisce l’aspetto più im­­mediato e vistoso del Rinascimento.
Si scoprono nelle biblioteche e negli archivi i codici antichi, si trascrivono i manoscritti, si studia l’autenticità dei te­sti, si torna infine a studiare il greco, anche per l’influsso dei dot­ti bizantini giunti in Italia.
La cultura greco-latina, così tornata alla luce, appare tutta ri­­volta ai valori terreni della vita. Appare evidente perciò che tra il mondo antico e quello medioevale non vi è stata al­­cuna vera continuità.
Allora lo studio del mondo antico, degli antichi autori, di­ven­­ta il punto di partenza per una nuova concezione della vi­­ta, puramente terrena, in polemica con lo spirito medioevale. Nasce così l’educazione umanistica, nella quale le hu­ma­­nae litterae prendono il posto delle divinae litterae.

Il valore assoluto dell’uomo
Secondo il pensiero medioevale l’uomo non può raggiungere la verità e la felicità senza l’aiuto di Dio, perché grava su di lui il peccato originale.
Il Rinascimento afferma invece che l’uomo può ricercare e trovare da solo la verità e costruire da solo la propria felicità e il proprio destino, perché lo spirito umano è attivi­tà li­be­ra e incondizionata.
Il Rinascimento esalta perciò il valore dell’individuo (individualismo) e pertanto attribuisce grande importanza alla vo­­lontà (volontarismo) intesa nel senso del tutto terreno, co­­me impulso a operare nel mondo dell’esperienza, mentre nel Medioevo era vista in relazione all’intelletto, cioè nel qua­­dro dei rapporti tra fede e ragione.

La rivalutazione della natura
Nel Medioevo la natura è considerata una manifestazione del­­­la realtà divina, che ha in Dio la sua origine e il suo fine.
Il Rinascimento invece concepisce la natura come dotata di un suo valore autonomo, cosicché essa trova in se stessa, cioè nei princìpi e nelle cause naturali, la propria spiegazione. La natura è l’ambiente dell’uomo e, secondo alcuni studiosi, è dotata di una propria vita e di una propria anima, o è addirittura sede stessa di Dio.
I vincoli che legano l’uomo alla natura permettono di stu­dia­­­­­re e di dominare le forze misteriose che in essa si celano. Ac­qui­­­stano perciò importanza l’astrologia, la magia e l’al­­­chi­mia.
La nuova concezione della natura porta, nello studio dei fe­­­nomeni naturali, alla ricerca di quelle che nel Medioevo era­­­no chiamate le «cause prossime o seconde», senza alcun ri­­­ferimento a princìpi trascendenti.
Grande importanza assumono quindi la sperimentazione e la spiegazione matematica dei fenomeni.
Si afferma una mentalità tecnico-operativa e, anche in se­gui­­­to alle impellenti esigenze pratiche della nuova società, vie­­­ne superata l’antica frattura tra scienza e tecnica, tra teoria e pratica.

Le due fasi del Rinascimento
Nei due secoli nel corso dei quali si sviluppò il pensiero del Rinascimento, la speculazione filosofica si rivolse so­stan­­­zial­mente a due gruppi principali di problematiche, sul­la ba­se delle quali si possono identificare due fasi fondamentali.
a) La prima fase, che corrisponde pressappoco al XV se­co­­lo, vede soprattutto lo sviluppo degli studi sul mondo clas­­sico e l’elaborazione di un nuovo ideale di formazione del­­l’uomo, ed è perciò comunemente detta Rinascimento uma­­nistico. In essa si ha una ripresa del platonismo e dell’aristotelismo.
b) La seconda fase, che corrisponde pressappoco al XVI se­­colo, è caratterizzata dal grande valore che acquista l’osservazione diretta dei fenomeni naturali, ed è perciò comunemente chiamata Rinascimento naturalistico.

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Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
243
Altezza
150
Larghezza
105

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