Pacchetto Storia (Scuole Superiori)
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Pacchetto Filosofia 1

Pacchetto filosofia 1

Riassunti dei programmi di filosofia degli ultimi tre anni delle Scuole Superiori.


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Descrizioni Libri Pacchetto

Riassunto di Filosofia

Filosofia antica dal naturalismo presocratico alla fine del Medioevo. Dopo una premessa che spiega che cos’è la filosofia, la Parte I è dedicata alla Filosofia antica, suddivisa in cinque fasi: il naturalismo presocratico, l’età di Socrate, l’apogeo della filosofia antica (con Platone e Aristotele), la filosofa ellenistica e quella neoplatonica. La Parte II, dedicata alla Filosofia medievale è divisa in tre fasi: la filosofia patristica con la nascita del pensiero cristiano (Sant’Agostino), la filosofia scolastica fino al XII secolo (Scoto Eriugena, gli universali, la filosofia araba) e la filosofia scolastica negli ultimi secoli del Medioevo (con l’aristotelismo di San Tommaso, la scuola francescana e la dissoluzione della scolastica).


Estratto:

La filosofia
Il termine filosofia deriva dal greco philosophìa, che significa amore del sapere.
Quando ci si accinge allo studio della storia della filosofia, è estremamente difficile, se non impossibile, definire con sufficiente esattezza, sia pure in linea generale, il significato e i contenuti di questa disciplina. La difficoltà può essere superata solo lentamente, in concreto, man mano che se ne viene a conoscere lo sviluppo storico.
Tuttavia, senza pretendere di dare una definizione esauriente, si può dire a titolo indicativo, come primo orientamento allo studente, che la filosofia è la disciplina che studia e definisce i modi della conoscenza e del comportamento umano nel quadro del divenire storico.
Tutti i maggiori problemi che gli uomini si sono posti nel corso delle varie epoche e delle varie culture, in quanto oggetto di attività speculativa, costituiscono in realtà, nel loro insieme, la filosofia.
Caratteristiche fondamentali della speculazione filosofica pos­­­sono essere considerate la genaralità e la razionalità: in­­­­fat­ti la filosofia mira a un sapere che si allarghi al quadro più am­pio possibile e che sia formulato in termini razionali, cioè rispondenti a criteri su cui tutti possano essere d’accordo.
Se dunque la filosofia è conoscenza della realtà in cui si vive, si può dire che tutti gli uomini sono filosofi, a livello più o meno consapevole, perché non si può vivere senza conoscere e giudicare in qualche modo la realtà.
Solo il vero filosofo, però, tende a soluzioni generali, e per­ciò non risolve i problemi in modo superficiale o addirittura a livello inconscio, ma li esamina consciamente e li ap­pro­fondisce razionalmente e globalmente.

I problemi fondamentali
Nel considerare i diversi aspetti della realtà, si può dire che la filosofia prende in esame tutta una serie di problemi, che si possono riassumere in tre gruppi fondamentali.

Problemi della conoscenza – Studiano la validità, i criteri, le forme e i limiti delle conoscenze umane. In questo quadro generale si hanno i seguenti problemi:
– ontologico o metafisico, che studia la natura dell’essere in quanto essere, come oggetto in sé, nella sua più ampia ge­neralità e senza tener conto dei suoi caratteri sensoriali;
– gnoseologico propriamente detto, che studia le origini, il valore, le forme e i limiti dell’attività conoscitiva;
– logico, che studia la validità delle strutture formali del di­scor­so relativo a tutte le scienze;
– metodologico, che studia, su un terreno generale, i procedimenti metodici di tutte le scienze;
– dell’uomo, che studia il soggetto umano nella sua generalità e nei suoi rapporti con la natura e con gli altri uomini, al di là delle singole scienze come l’antropologia, la psicologia, la storia;
­– di Dio e dell’anima, che studia l’esistenza di Dio e del­l’ani­ma e l’immortalità di questa.

Problemi etico-politici – Studiano, ai diversi livelli della convivenza umana, quali comportamenti siano conformi alla ragione. Si suddividono nei seguenti problemi:
– etico o morale, che studia il fine dell’attività degli uomini e i mezzi per conseguirlo;
– politico, che studia il fine e le forme della vita associata degli uomini nelle comunità statali;
– giuridico, che studia i fondamenti generali del diritto.

Problema estetico – Studia i caratteri generali che definiscono e classificano il fenomeno artistico come una forma particolare di vita spirituale.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
246
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
151

Riassunto di Filosofia

Storia della filosofia dal Rinascimento a Kant. La parte I si occupa della filosofia del Rinascimento: il Rinascimento umanistico, il platonismo e l’aristotelismo, la Riforma protestante, il Rinascimento naturalistico, il pensiero storico e politico, i filosofi della natura (Telesio, Giordano Bruno e Tommaso Campanella) e il pensiero scientifico. La parte II affronta invece la filosofia moderna, dal problema del metodo ai sistemi di essa: Francesco Bacone, Galileo, Descartes, l’età cartesiana, Hobbes, Spinoza, Locke, Newton, Leibniz, Giambattista Vico, Berkeley e Hume, l’Illuminismo (inglese, francese, tedesco e italiano) per concludere con Immanuel Kant.


Estratto:

Introduzione
Dalla trascendenza all’uomo e alla natura
Prende il nome di Rinascimento quel nuovo e profondo mo­vimento culturale che segna il passaggio dalla civiltà del Me­dioevo a quella dell’età moderna.
Esso si sviluppa nei secoli XV e XVI, e ha origine in Ita­lia, da dove si diffonde poi in tutti i paesi d’Europa.
Il Rinascimento rappresenta essenzialmente una reazione al pensiero medioevale. Nel Medioevo la vita spirituale è to­tal­mente tesa verso il trascendente; la filosofia è considerata «an­­cella» della teologia; la natura viene studiata solo in quan­­to in essa si riflette la realtà divina: da ciò l’impronta ec­­clesiastica della cultura medioevale.
Nel Rinascimento, invece, il mondo della cultura afferma la propria autonomia nei confronti di ogni fine trascendente. Di­chiara il valore incondizionato della persona umana, il ruo­lo e la forza creativa dell’uomo sulla Terra. Sostiene l’au­­tonomia della natura e il predominio assoluto della ra­gio­­ne nella ricerca della verità. Ne deriva come conseguenza una laicizzazione della cultura.
La nuova concezione rinascimentale ha avuto le sue origini e i suoi precursori negli ultimi secoli del Medioevo. A es­­sa hanno contribuito, per esempio, il sorgere e l’affermarsi del­­­la borghesia comunale e il rafforzamento delle strutture sta­­tali, che ha posto in crisi l’ideale della supremazia della Chie­­sa sul potere laico.
Duns Scoto, Ruggiero Bacone, Guglielmo di Occam e Mar­si­­­lio da Padova precorrono, con la loro speculazione filosofica, i tem­pi nuovi, mentre Francesco Petrarca e Giovanni Boc­­­cac­cio affermano nella loro opera poetica il valore dell’uomo e la nuova concezione della vita.

Il ritorno all’antichità
Il ritorno all’antichità classica in tutti i campi del sapere (fi­­losofia, scienza, letteratura, arte) costituisce l’aspetto più im­­mediato e vistoso del Rinascimento.
Si scoprono nelle biblioteche e negli archivi i codici antichi, si trascrivono i manoscritti, si studia l’autenticità dei te­sti, si torna infine a studiare il greco, anche per l’influsso dei dot­ti bizantini giunti in Italia.
La cultura greco-latina, così tornata alla luce, appare tutta ri­­volta ai valori terreni della vita. Appare evidente perciò che tra il mondo antico e quello medioevale non vi è stata al­­cuna vera continuità.
Allora lo studio del mondo antico, degli antichi autori, di­ven­­ta il punto di partenza per una nuova concezione della vi­­ta, puramente terrena, in polemica con lo spirito medioevale. Nasce così l’educazione umanistica, nella quale le hu­ma­­nae litterae prendono il posto delle divinae litterae.

Il valore assoluto dell’uomo
Secondo il pensiero medioevale l’uomo non può raggiungere la verità e la felicità senza l’aiuto di Dio, perché grava su di lui il peccato originale.
Il Rinascimento afferma invece che l’uomo può ricercare e trovare da solo la verità e costruire da solo la propria felicità e il proprio destino, perché lo spirito umano è attivi­tà li­be­ra e incondizionata.
Il Rinascimento esalta perciò il valore dell’individuo (individualismo) e pertanto attribuisce grande importanza alla vo­­lontà (volontarismo) intesa nel senso del tutto terreno, co­­me impulso a operare nel mondo dell’esperienza, mentre nel Medioevo era vista in relazione all’intelletto, cioè nel qua­­dro dei rapporti tra fede e ragione.

La rivalutazione della natura
Nel Medioevo la natura è considerata una manifestazione del­­­la realtà divina, che ha in Dio la sua origine e il suo fine.
Il Rinascimento invece concepisce la natura come dotata di un suo valore autonomo, cosicché essa trova in se stessa, cioè nei princìpi e nelle cause naturali, la propria spiegazione. La natura è l’ambiente dell’uomo e, secondo alcuni studiosi, è dotata di una propria vita e di una propria anima, o è addirittura sede stessa di Dio.
I vincoli che legano l’uomo alla natura permettono di stu­dia­­­­­re e di dominare le forze misteriose che in essa si celano. Ac­qui­­­stano perciò importanza l’astrologia, la magia e l’al­­­chi­mia.
La nuova concezione della natura porta, nello studio dei fe­­­nomeni naturali, alla ricerca di quelle che nel Medioevo era­­­no chiamate le «cause prossime o seconde», senza alcun ri­­­ferimento a princìpi trascendenti.
Grande importanza assumono quindi la sperimentazione e la spiegazione matematica dei fenomeni.
Si afferma una mentalità tecnico-operativa e, anche in se­gui­­­to alle impellenti esigenze pratiche della nuova società, vie­­­ne superata l’antica frattura tra scienza e tecnica, tra teoria e pratica.

Le due fasi del Rinascimento
Nei due secoli nel corso dei quali si sviluppò il pensiero del Rinascimento, la speculazione filosofica si rivolse so­stan­­­zial­mente a due gruppi principali di problematiche, sul­la ba­se delle quali si possono identificare due fasi fondamentali.
a) La prima fase, che corrisponde pressappoco al XV se­co­­lo, vede soprattutto lo sviluppo degli studi sul mondo clas­­sico e l’elaborazione di un nuovo ideale di formazione del­­l’uomo, ed è perciò comunemente detta Rinascimento uma­­nistico. In essa si ha una ripresa del platonismo e dell’aristotelismo.
b) La seconda fase, che corrisponde pressappoco al XVI se­­colo, è caratterizzata dal grande valore che acquista l’osservazione diretta dei fenomeni naturali, ed è perciò comunemente chiamata Rinascimento naturalistico.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
243
Altezza
150
Larghezza
105

Riassunto di Filosofia

Dal Romanticismo ai nostri giorni. La Parte I si occupa della Filosofia moderna nell’Ottocento: il pensiero romantico, l’idealismo (Fichte, Schelling e Hegel), l’opposizione all’idealismo (Herbart, Schopenhauer, Kierkegaard), il pensiero politico nella prima metà dell’Ottocento, il positivismo (Comte, Bentham e Stuart Mill), illuminismo e spiritualismo in Italia, Darwin e Spencer, Feuerbach e Marx. La Parte II tratta la Filosofia contemporanea: Spiritualismo, Neocriticismo, Filosofia dei valori, Nietzsche, Empiriocriticismo, Storicismo e Fenomenologia, Pragmatismo, Intuizionismo, Croce e Gentile, la psicoanalisi, Heidegger, l’Esistenzialismo, la scuola di Francoforte, lo Strutturalismo e Popper.


Estratto:

Introduzione
Il periodo storico
L’Ottocento è stato il secolo degli ideali liberali e nazionali espressi dalla borghesia che, sull’esempio di quanto accaduto in Francia con la grande rivoluzione e poi con quella del 1830, afferra saldamente il potere in tutta l’Europa.
Nella prima metà del secolo, cioè nell’età romantica, gli idea­li liberali e nazionali sono portati avanti, contro i governi della Restaurazione, dalle società segrete e dai moti rivoluzionari popolari, che sfociano nella grande ventata rivoluziona­ria del 1848.
Ma dopo il fallimento delle rivoluzioni e delle guerre na­zio­nali del 1848, che coincide con il rapido tramonto degli idea­li romantici, l’azione politica e diplomatica dei governi pren­de il sopravvento nella costruzione di un’Europa nella qua­le l’Italia e la Germania raggiungono la loro unità politica, e che è retta da governi liberal-moderati.
Motivi di potenza e di prestigio, ma soprattutto motivi eco­­nomici, spingono i governi europei sulla via delle conquiste co­loniali, che assicurano ai conquistatori materie pri­me a basso prezzo e nuovi mercati di vendita dei loro prodotti.
La classe dirigente borghese, ormai saldamente al potere, si allea con l’aristocrazia, tornata alla riscossa al tempo della Re­staurazione, per frenare le aspirazioni delle classi popolari, e in particolare del proletariato operaio.
Infatti in tutta Europa, e soprattutto in Inghilterra, in Ger­mania, in Francia e nel Belgio, la rapida industrializzazione ha portato alla nascita di una numerosa classe operaia che, in­fluenzata dapprima da dottrine come il socialismo utopistico e il cartismo, dopo la pubblicazione del Ma­ni­fe­sto di Marx (1848) dà inizio alle lotte sociali sulla base delle teorie del socialismo scientifico.
Nel frattempo, il progresso scientifico e tecnologico, porta a mutamenti profondi nell’organizzazione della vita e nei rap­­porti umani: basti pensare allo sviluppo della navigazione a va­pore e al rapido estendersi della rete ferroviaria e di quel­la telegrafica.

La fine dello spirito illuministico
Nel periodo post-kantiano, che vede in Europa l’egemonia di Napoleone e la Restaurazione, si dissolve rapidamente lo spirito illuministico e il centro degli studi filosofici si spo­sta dalla Francia e dall’Inghilterra alla Germania, che per buona parte del secolo XIX costituisce per così dire il paese gui­da di tutta la filosofia europea.
Si sviluppano gli studi sul kantismo, ma il criticismo del gran­de filosofo tedesco, se trova seguaci e continuatori, in­con­tra anche una prima decisa opposizione che si fonda sul­la fede e sul sentimento.

L’idealismo romantico
Dalla Germania si diffonde in tutta l’Europa la cultura e la f­ilosofia romantica, che contro l’illuminismo e il razionalismo esalta il sentimento e, inserendosi nella tradizione panteistica, giunge alla divinizzazione della natura.
In Germania nasce e si sviluppa la grande corrente del­l’idea­lismo, destinata a esercitare un’influenza enorme su tut­ta la successiva cultura europea.
L’idealismo ha alla propria base il riconoscimento dell’assoluta originarietà e indipendenza dello spirito, sia che af­fer­mi che tutta la realtà, in quanto conosciuta dal soggetto (io), è rappresentazione o atto del soggetto medesimo (Fichte), sia che restituisca alla natura la sua realtà senza pe­rò separarla dallo spirito (Schelling), sia infine che identifichi la ragione con la realtà, ponendo come principio di ogni cosa l’idea, intesa come unità contenente virtualmente in sé tutte le determinazioni formali della realtà (Hegel).

Il positivismo
Come reazione all’indirizzo metafisico della filosofia idealistica, ma non senza influssi illuministici e romantici, nasce in Francia intorno al 1830 (Comte), e si diffonde rapidamente in tutta Europa nella seconda metà del secolo, il positivismo, che opponendosi a ogni principio metafisico assume l’espe­rienza come unico fondamento della vera conoscenza.
Il positivismo, la cui diffusione è favorita dai grandi progressi delle scienze sperimentali, è collegato con l’espandersi dell’industrializzazione ed esprime la mentalità della so­cie­tà industriale borghese del secondo Ottocento.

Il socialismo scientifico
Da un gruppo di continuatori in posizione critica del­l’idea­lismo di Hegel, costituenti la cosiddetta “sinistra hegeliana”, si sviluppano il materialismo e il socialismo scientifico di Marx e di Engels.
Il materialismo, che pone alla base dell’azione umana la pro­­­­­duzione dei mezzi per il soddisfacimento dei bisogni ma­te­­­­­­­riali, considera l’uomo nel complesso dei suoi rapporti so­cia­­­­­­­li e nel suo compito di operare nella realtà per trasformarla.
È appena il caso di accennare che esso, con i suoi svi­lup­pi teo­rici e politici, ha esercitato un influsso enorme sia sul­la vi­ta culturale che sulla lotta politica e sociale fino ai no­stri giorni.
L’ultimo periodo della filosofia moderna presenta nel suo com­plesso, come è possibile rilevare, un panorama vasto e ar­ticolato di studi filosofici, destinati ad avere notevole sviluppo e a produrre nuovi e importanti sbocchi nell’età contem­poranea.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
288
Altezza
150
Larghezza
105