Verbi francesi - regolari, irregolari, difettivi
Prontuario di Grammatica inglese
Grammatica della Lingua inglese
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Grammatica della Lingua inglese

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Manuale di grammatica inglese

"Grammatica della lingua inglese" è un pratico compendio per lo studio della grammatica inglese, con comodi riassunti di fonetica, morfologia e sintassi, nonché appendici tematiche per l'approfondimento di aspetti specifici della materia (desinenze, parole omofone e omografe, i falsi amici e le frasi idiomatiche più comuni).

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Estratto:


Sotto i Plantageneti i Normanni, avendo perduto ogni le­ga­me con la Normandia, che era stata conquistata dai re di Francia (1204), si fusero con i vinti Anglosassoni, e da allora nell’isola non abitò che un popolo solo, il popolo inglese.
Anche la lingua francese, che era stata fino allora la lingua uf­ficiale della corte e dei tribunali, si andò gradatamente fon­den­do con la lingua dei vinti, e ne nacque una lingua nuova, il Middle English (Medio Inglese), parlato soprattutto fra il Ta­mi­gi e l’Humber (dove si trovavano la corte, il centro del commercio, le Università, ecc.), il quale, su un fondo prevalentemente anglosassone, registrava numerosi vocaboli di origine fran­cese o latina.
Nel 1362 una legge, redatta ancora in francese, prescrisse l’uso dell’inglese nei tribunali; nel 1380 le scuole abbando­na­ro­no il francese per l’inglese; al principio del sec. XV la resurre­zio­ne e il trionfo dell’anglosassone era completo.
Dopo quasi due secoli l’idioma popolare, l’antica lingua di re Alfredo, torna a rivivere, sia pure sotto un nome nuovo, e non aspetta che un uomo di genio, Geoffrey Chaucer (1328-1400), per ottenere la sua consacrazione letteraria.
Naturalmente tra l’antica lingua e la nuova le differenze fu­ro­no molto profonde.
L’alfabeto germanico, portato dagli Anglosassoni, andò gradatamente modificandosi, finché scomparve di fronte all’alfabeto delle razze neo-latine.
La morfologia subì una trasformazione radicale, perché, men­tre l’antico sassone aveva carattere sintetico, l’inglese as­sun­se carattere analitico: l’articolo declinabile fu sostituito dall’indeclinabile the; la declinazione del sostantivo (ad eccezione del cosiddetto genitivo sassone) sostituì alle desinenze le pre­po­sizioni; gli aggettivi, che avevano tre generi, divennero in­de­clinabili; i pronomi persero tutte le terminazioni superflue; i verbi, che prendevano varie desinenze secondo le persone, sem­plificarono la loro flessione, ecc.
Il vocabolario subì un notevole impoverimento, perché, men­tre prima della conquista normanna erano poche le parole di origine non germanica, dopo tale conquista le parole di ori­gi­ne francese o latina divennero più del doppio di quelle di fon­te germanica.
Si può dire che la conquista normanna diede al vocabolario in­glese un carattere bilingue: quasi sempre i vocaboli vanno a due a due, l’uno di origine germanica e l’altro francese, come per esempio foe, enemy; homely, domestic; unlikely, improbable; bold, courageous; ecc.
Solo tenendo presente che tutti i vocaboli di uso familiare sono anglosassoni, e che in una pagina ordinaria di inglese le pa­role native sono usate in media cinque volte più di quelle di ori­gine straniera, si può asserire che il puro elemento inglese è di grande preponderanza.
Grande fu anche l’influsso esercitato sulla lingua e sulla cultura inglese del Rinascimento italiano.
Durante il regno dei Tudor (Enrico VIII, Maria, Elisabetta), l’ita­liano era la lingua di moda a corte, e la letteratura italiana era studiata e ammirata.
La regina Elisabetta, che soleva usare la lingua italiana come lin­gua diplomatica, e che, parlando con l’arciduca del Wurtem­berg, ebbe a dichiarare di sentirsi “per metà italiana”, sembra qua­si simboleggiare l’attaccamento inglese del tempo per la nostra cultura.
Quasi tutti i nostri classici, furono tra­dotti in inglese; e le opere di Surrey, Wyatt, Spenser, Marlowe, Milton, e dello stesso Shakespeare (che ambientò quasi la metà dei suoi 37 drammi in Italia), rivelano una profon­da conoscenza del nostro paese e della nostra letteratura.
Numerosi sono i vocaboli italiani che entrarono allora in In­ghil­terra, alcuni ormai antiquati, altri ancora vitali, come per es.:
– termini bancari: bank, bankrupt, cash, dividend, ducat, florin, interest, milliner (mercante di Milano), ecc.;   
– termini letterari: sonnet, canto, stanza, concetti, burlesque, ecc.;   
– termini artistici: studio, model, miniature, fresco, pastel, bust, cu­pola, patina, balcony, balustrade, parapet, portico, cameo, ecc.;   
– termini musicali: tenor, soprano, contralto, virtuoso, impresa­rio, piano, viola, violin, concert, tempo, aria, presto, maestoso, an­dante, adagio, scherzo, allegro, sonata, opera, libretto, ecc.;
– termini vari: lagoon, lazzaretto, vulcano, umbrella, duel, moustache, brigand, bandit, ecc.
L’influsso italiano andò scomparendo quando salì al trono Car­lo II, per cedere a quello della lingua e della letteratura fran­ce­se.
L’inglese moderno deriva dall’inglese medio, per cui, riepilogando, la lingua inglese nel suo svolgimento passò attraverso tre periodi:   
a) inglese antico, dal 450 al 1200;   
b) inglese medio, dal 1200 al 1500;   
c) inglese moderno, dal 1500 a oggi.
L’inglese moderno, dal 1500 al 1625, prende il nome di Tudor English (inglese Tudor).
Il popolo inglese si può considerare un popolo etnicamente e psicologicamente germanico, ma educato e incivilito in gran par­te dalla cultura del mondo classico e delle nazioni latine.
Anche la sua lingua, come avverte uno storico della lettera­tu­ra inglese, Mario Praz, si può considerare “la più latina fra le lin­gue germaniche”.
Ecco la ragione dell’entusiasmo di molti poeti inglesi per i va­lori spirituali rappresentati dall’Italia, fino ad assumere talora l’aspetto di profezia e di invocazione, come in questi versi del poeta Charles Swinburne (1837-1909):
Turn to us, speak to us, Italy mother, but one and a word,
None shall not follow thee, none shall not serve thee, not one that has heard;
Twice hast thou spoken a message, and time is athirst for the third.
Volgiti a noi, parlaci, Italia madre, una sola parola,
Nessuno non ti seguirà, nessuno non ti servirà, nessuno che ti ha inteso;
Due volte tu hai pronunciato un messaggio e il tempo è assetato del terzo.

0902-S5A1

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
324
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
160

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