Storia della Pedagogia 3: Dal Romanticismo al...
L'Esame di Storia della Pedagogia - Parte I:...
L'Esame di Storia della Pedagogia - Parte II: Dal Rinascimento a Kant
  • L'Esame di Storia della Pedagogia - Parte II: Dal Rinascimento a Kant

L'Esame di Storia della Pedagogia - Parte II: Dal Rinascimento a Kant

E. Bignami
6,00 €
Tasse escluse

Riassunto di Pedagogia

Riassunto di storia della pedagogia dal Rinascimento a Kant.

Quantità
Ultimi articoli in magazzino

Estratto:

1. L’educazione, con il Rinascimento, subisce una nuova trasformazione.
Il Rinascimento – come è noto (Esame di Filosofia 2, Parte I) – ha come caratteristica dominante la rinascita degli studi classici (gli studia humanitatis di Cicerone), determinata dalla scoperta di numerosi codici antichi, da alcuni av­ve­nimenti che posero l’Italia a contatto con il mondo grecobizantino, e dalla diffusione della cultura per opera della stampa.
Tale rinascita, che riguarda non soltanto la lettera, ma an­che lo spirito dell’antica cultura, porta come conseguenza a una reazione contro la trascendenza medioevale e scolastica, in nome di un nuovo concetto dell’uomo (individualismo) e della natura (naturalismo).
Mentre la filosofia medioevale considerava l’uomo come guastato dal peccato originale, incapace con le sole sue forze di raggiungere la verità e la felicità, e perciò bisognoso di essere sorretto da Dio con la Rivelazione e con la Grazia, il Ri­nascimento tende a considerare lo spirito umano come li­be­ra attività, che non subisce imposizione dall’esterno, ma cerca e costruisce da se stesso la propria verità e la propria felicità, perché ha compreso che soltanto il suo sforzo può giungere ad esse.
Mentre poi la filosofia medioevale considerava la natura come priva di intrinseco valore, bisognosa anch’essa del continuo intervento di Dio, il Rinascimento, almeno nei suoi più arditi pensatori (Cusano, Telesio, Bruno, Campanella, ecc.), tende a concepire la natura come fonte di tutti i valori, che reca in sé la propria giustificazione e la propria verità (o, per usare l’espressione di Telesio, «iuxta propria principia»).
Essa non è più una realtà creata da un Dio che la trascende, ma una realtà esistente ab aeterno, che reca Dio in se stes­sa (o, per usare l’espressione di Bruno, ha Dio come «in­ter­num principium motus»).
Essa è inoltre concepita, anche in base a certe dottrine neoplatoniche (assai diffuse in quel tempo), come una realtà organica ed unitaria (macrocosmo), dotata di vita e di anima (animismo), e unita con vincoli misteriosi ed infrangibili al­l’uo­mo (microcosmo), per cui questi possiede il potere di as­sog­gettare a sé le forze che sono in essa celate (spiriti vitali, demoni, ecc.), mediante la magia, l’alchimia, l’astrologia e simili discipline.
2. Non si deve tuttavia credere, come molte volte si è affermato, che questo movimento sia, per sua natura, anticristiano e anticattolico.
Già il concetto della libertà dello spirito rappresenta, so­stan­zialmente, un ritorno all’intuizione fondamentale del Cristianesimo, che aveva concepito lo spirito come libera attività morale.
Gli spiriti più pensosi del Rinascimento non mettono in dub­bio le verità essenziali del Cristianesimo, ma preferiscono mettere in luce quelle che più riaffermano il valore dello spirito umano, come la Redenzione piuttosto che il peccato originale, la Grazia come dono rivolto a tutta l’umanità piuttosto che riservato ad alcuni predestinati, ecc.
Essi non ripudiano, insomma, il principio cristiano, che ri­ten­gono anzi essenziale per la formazione morale dei giovani, ma l’ascetismo monacale, la civiltà ecclesiastica e l’astratta filosofia delle scuole, la quale, del resto, già nel corso del sec. XIV si era venuta dissolvendo da sé, come abbiamo visto, per interno processo di autocritica.
3. Il Rinascimento, che – come è noto – ebbe origine in Italia, si può dividere in due periodi:
a) Rinascimento umanistico (o Umanesimo), che coincide all’incirca con il ’400, e che si ispira prevalentemente all’antichità classica.
Esso prende il suo nome – come si è sopra accennato – da studia humanitatis, frase con cui Cicerone, nell’orazione Pro Archia, esalta gli studi delle lettere, che promuovono la formazione culturale e spirituale dell’uomo.
b) Rinascimento naturalistico, che coincide più specialmente con il ’500, e che si ispira prevalentemente all’esperienza, cioè all’osservazione diretta della natura e dell’uomo.

0816
1 Articolo

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
168
Altezza
150
Larghezza
105

Riferimenti Specifici

Potrebbe anche piacerti

L'Esame di Storia della Pedagogia - Parte I: Antichità e Medioevo

L'Esame di Storia della Pedagogia - Parte  I:  Antichità e Medioevo
6,50 €

Storia della Pedagogia 3: Dal Romanticismo al movimento delle "Scuole Nuove" - Scuole Superiori

Storia della Pedagogia 3: Dal Romanticismo al movimento delle "Scuole Nuove" - Scuole Superiori
10,00 €
Non disponibile