Testo integrale del Purgatorio della Divina Commedia con versione in prosa per una conoscenza reale del testo di Dante Alighieri e una comprensione più chiara del Purgatorio.
Una vera e propria edizione integrale del Purgatorio di Dante. Di ogni Canto, dopo un sommario sintetico, viene fornito il testo originale (sulla facciata sinistra) con una puntuale versione in prosa (sulla facciata a destra), che aiuta gli studenti nella ricerca dei sinonimi e permette loro di comprendere, parola per parola, i passi più difficili della Divina Commedia.
Ottimo strumento per svolgere la parafrasi della Divina Commedia, spesso richiesta dei professori delle Scuole Superiori.
Questo Riassunto della Divina Commedia riporta il testo integrale del Purgatorio di Dante Alighieri con la prosa, per una comprensione più completa e chiara del testo. Il testo in prosa è completato dalla traduzione di alcune parole, per permetterti di comprendere meglio il messaggio dell'opera.
Ogni canto inizia con un'introduzione sintetica che ti permette di comprendere meglio il contesto e ciò che Dante racconta in ogni canto.
Sulla pagina a sinistra trovi il testo originale, mentre su quella di destra la trasposione in prosa.
Eccoti un estratto in prosa del Riassunto del Purgatorio della Divina Commedia delle Edizioni Bignami:
Canto I
Proposizione e invocazione alle Muse e in particolare a Calliope. L’aspetto del nuovo cielo e le quattro stelle. Incontro con Catone, il quale parla con Virgilio. Questo lava il viso di Dante e gli cinge i fianchi con un giunco.
1-12 Ormai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro di sé un mare così tempestoso, l’inferno, alza le vele per percorrere un mare più tranquillo, e canterò del Purgatorio, di quel secondo regno, nel quale l’anima dell’uomo si purifica e diventa degna di salire al cielo. Ma a questo punto la poesia, che fino ad ora ha cantato le anime dannate (morta), risorga, o sante Muse, poiché a voi io sono consacrato (vostro sono), e qui Calliope alzi alquanto la sua voce, accompagnando (seguitando) la mia poesia con quell’armonia (suono) di cui le infelici Piche, figlie del re, Pierio, sentirono talmente la superiorità, che non sperarono di poter essere perdonate.
13-27 Un tenero colore azzurrino di zaffiro orientale, che era diffuso (s’accoglieva) nell’atmosfera (mezzo) serena, pura fino all’orizzonte (primo giro; ma secondo altri: fino al cielo della Luna), ridiede (ricominciò) gioia ai miei occhi, appena uscii fuori dall’atmosfera infernale (aura morta), che mi aveva rattristato la vista e l’animo (petto). Il bel pianeta di Venere, che invita (conforta) ad amare, faceva risplendere (rider) tutta la parte orientale, velando con la sua luce la costellazione dei Pesci, che lo seguivano (erano in sua scorta). Io mi volsi verso destra e fissai la mia attenzione (puosi mente) al polo.
Scheda tecnica
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