Testo integrale del Paradiso della Divina Commedia con versione in prosa per una conoscenza reale del testo di Dante Alighieri e una comprensione più chiara del Paradiso dantesco.
Una vera e propria edizione integrale del Paradiso di Dante. Di ogni canto, dopo un sommario sintetico, viene fornito il testo originale (sulla facciata sinistra) con una puntuale versione in prosa (sulla facciata a destra), che evita agli studenti la fatica di ricercare i sinonimi e permette loro di comprendere, parola per parola, i passi più difficili della Divina Commedia.
Ottimo strumento per svolgere la parafrasi, che è prassi comune nelle Scuole Superiori.
Questo Riassunto della Divina Commedia riporta il testo integrale del Paradiso di Dante Alighieri con la prosa, per una comprensione più completa e chiara dell'opera, con l'indicazione di sinonimi di alcune parole per permetterti di comprendere meglio il testo in fase di studio.
Ogni canto inizia con un'introduzione sintetica che ti permette di comprendere meglio il contesto e ciò che Dante racconta durante il suo percorso.
Sulla pagina a sinistra trovi il testo originale, su quella di destra, la trasposione in prosa.
Eccoti un estratto in prosa del Riassunto del Paradiso della Divina Commedia delle Edizioni Bignami:
Canto I
Proposizione e invocazione ad Apollo. Dante e Beatrice ascendono verso i cieli. Dubbi di Dante. Beatrice spiega a Dante la ragione dell’armonia e della gran luce. La dottrina dell’ordine universale e la teoria dell’istinto.
1-36 La luce di Dio, che è il motore immobile di tutto l’universo (che tutto move), penetra in tutto il creato e risplende di più in una parte e meno in un’altra.
Io mi trovai nel cielo che più degli altri riceve (prende) la luce divina, cioè nell’Empireo, e vidi cose che non sa né può riferire uno che discenda di lassù; perché il nostro intelletto, avvicinandosi (appressando sé) a Dio, che è il supremo desiderio (disire), si addentra (si profonda) tanto nella profondità divina, che la memoria non può andargli (ire) dietro.
Tuttavia (veramente: dal lat. verumtamen) l’argomento (matera) della mia ultima cantica sarà quel tanto della visione del paradiso (regno santo), di cui la mia mente ha potuto far tesoro (ha potuto ricordare).
O valente Apollo, perché io possa terminare questa mia ultima fatica (lavoro), fa’ che io sia un tale ricettacolo (vaso) della tua capacità poetica (valor), come tu pretendi (dimandi) che sia colui che vuole avere l’alloro desiderato (opp.: da te amato).
Fino ad ora (per cantare la materia dell’Inferno e del Purgatorio) mi è stato sufficiente uno dei due gioghi del Parnaso (l’Elicona, sede delle Muse); ma ora ho bisogno (m’è uopo) di tutti e due (amendue, Elicona e Cirra = scienza umana e scienza divina) per portare a termine (intrar) la parte ultima del mio viaggio (aringo = spazio riservato alla corsa).
Scheda tecnica
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