Pacchetto Purgatorio - Completo
Pacchetto Fisica

Pacchetto Inferno - Completo

Pacchetto completo dell'Inferno della Divina Commedia: testo integrale con analisi e commento, versione in prosa e parafrasi, riassunti con dizionario dei nomi, analisi dei singoli personaggi e scheda riassuntiva dei singoli Canti.


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Descrizione Pacchetto

Tutto il necessario per studiare ed apprezzare l'Inferno di Dante in ogni suo aspetto, con analisi e commenti approfonditi e schemi riassuntivi che aiutano ad orientarsi nell'opera.

Descrizioni Libri Pacchetto

Edizione integrale

Il testo Bignami lodato da Umberto Eco. Edizione integrale dell’Inferno di Dante con schemi, riassunto dei singoli canti, e, soprattutto, analisi e commento critico puntuale dei versi. In particolare gli utili schemi illustrano la struttura dell’inferno, i cerchi, gli eventuali custodi, il peccato punito, i peccatori e il contrappasso, nonché la cronografia del momento i cui Dante li visita. Citazioni dei principali esponenti della critica dantesca (Parodi, Venturi, Bosco, Reggio, Contini, Papini, Sapegno e altri) e note accurate di carattere storico, mitologico, erudito, linguistico, con un’attenzione particolare ai significati allegorici e simbolici.


La Divina Commedia, Inferno:

All'inizio di ogni singolo Canto vengono evidenziati posizione, peccato, pena, contrappasso, personaggi e cronografia del Canto stesso; ciò permette di accompagnare idealmente il cammino di Dante.

A seguire il riassunto del Canto; poi il testo, analizzato passo-passo: dall'originale alla versione in italiano con commento, per facilitare un apprendimento veloce ed approfondito dell'opera.

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Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
316
Altezza
210
Larghezza
150
Peso
380

Riassunto e dizionario dei nomi

Per ciascun canto dell’Inferno un comodo schema articolato secondo vari punti: Dove? Quando? Custodi, Peccatori, Personaggi, Pena, Contrappasso e un sinteticissimo Sommario. Segue poi il riassunto del Canto, suddiviso in sequenze narrative, contrassegnate da un titolo, con il riferimento del gruppo di versi presi in considerazione. Strumento agile e completo per memorizzare tutta la trama della cantica e averne una visione sinottica. È corredato da un dizionario dei nomi che descrive in breve i personaggi e rimanda al Canto in cui li si incontra.


La Divina Commedia è un poema didattico-allegorico, in ter­­za rima, composto da tre cantiche (Inferno, Purgatorio, Pa­­ra­­diso) articolate in cento canti complessivi.
Il titolo originale dato all’opera dallo stesso autore è “Com­me­dia”, che si riferisce:
1) al contenuto, in quanto, come la commedia, ha inizio triste e fine lieto;
2) alla forma, in quanto si serve dello stile medio, o comico, e non dello stile elevato, o tragico.
L’appellativo di “Divina” fu aggiunto da Boccaccio. L’ar­go­men­­to trattato si rifà alla letteratura d’oltretomba e alla letteratura mistica, tanto diffuse nel Medioevo.
Il poema narra il viaggio immaginario di Dante, attraverso i tre regni dell’aldilà: Inferno, Purgatorio, Paradiso.
L’autore immagina che tale viaggio avvenga la settimana di Pa­squa del 1300, anno in cui Bonifacio VIII indisse il giu­bileo.
***
L’Inferno è la prima delle tre cantiche che formano la Divina Commedia.
Essa consta di 34 canti, che narrano il viaggio di Dante attraverso il regno dei dannati.
Come guida e maestro in tale viaggio, Dante ha Virgilio, sommo poeta latino, che lo guiderà anche nel Purgatorio, fino al Paradiso terrestre.
L’Inferno è una grande cavità formatasi quando Lucifero fu pre­cipitato dal cielo per il suo atto di su­per­bia e di ribellione e, geograficamente, si trova al di sotto di Ge­ru­sa­lem­me.
Esso è formato da cerchi concentrici digradanti verso il basso ed è diviso in alto e basso Inferno.
Al centro della Terra vi è Lucifero che dilania i traditori del­la autorità religiosa e politica.
Oltre il centro della Terra, attraverso uno stretto passaggio sotterraneo, si esce dinnanzi alla montagna del Purgatorio.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
220
Altezza
150
Larghezza
105

Edizione in prosa

Una vera e propria edizione integrale dell’Inferno di Dante. Di ogni canto, dopo un sommario sintetico, viene fornito il testo originale (sulla facciata sinistra) con una puntuale versione in prosa (sulla facciata a destra), che evita agli studenti la fatica di ricercare i sinonimi e permette loro di comprendere, parola per parola, i passi più difficili della Divina Commedia. Ottimo strumento per svolgere la parafrasi che è prassi comune nelle scuole.



Sulla pagina a sinistra trovi il testo originale, su quella di destra, la trasposione in prosa. Segue estratto in prosa.

Canto I
Lo smarrimento di Dante nella selva oscura. Il tentativo di ascesa al dilettoso colle. L’ostacolo delle tre fiere. L’apparizione di Virgilio e la preghiera di Dante. La profezia di Virgilio. Inizia il cammino della salvezza.

righe 1-30    A metà del cammino della nostra vita (quindi circa all’età di 35 anni) mi ritrovai a vagare entro una selva oscura, per­ché (ché) avevo smarrito la retta via, quella del bene (diritta via). Ahi, quanto difficile e penosa cosa (cosa dura) è dire come (qual) era questa (esta) selva inospitale (selvaggia), intricata (aspra) e difficile da percorrere (forte), che, solo a ripensarvi (nel pensier), ridesta (rinova) la paura! La selva è tanto angosciosa (amara), che la morte lo è poco più; ma per poter parlare anche del bene che io vi trovai, parlerò anche di altre cose che io ho visto (scorte). Io non so riferire in qual modo vi entrai, tanto ero pieno di sonno in quel momento (punto), che abbandonai la via della verità (verace). Ma dopo che fui giunto ai piedi di un colle, nel punto in cui terminava la distesa pianeggiante (valle) nella quale si trovava la selva oscura, che mi aveva amareggiato (compunto: trafitto) il cuore con la paura, guardai in alto e vidi i pendii del colle (le sue spalle) illuminati dai raggi del sole (del pianeta), che guida (mena) sempre per la via retta (dritto) gli uomini (altrui = altri) per ogni via (calle). Allora si calmò (fu… queta) un poco la paura che mi era durata a lungo nel profondo (nel lago) del cuore la notte che avevo trascorso con tanta angoscia (pièta).

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
336
Altezza
165
Larghezza
120

Divina Commedia - Inferno - Elenco dei personaggi

Chi erano Achitofèl, Alichino e Betram dal Bornio? Come sono puniti i barattieri, gli accidiosi e gli eretici? Qual è il loro contrappasso? Che cosa ci fanno creature come i Centauri nell’Inferno dantesco? A tutte queste domande e a molte altre ancora risponde il pratico ma esauriente prontuario sui Personaggi della Divina Commedia, diviso in tre volumi dedicati ciascuno a ogni cantica, Inferno, Purgatorio e Paradiso. Di ogni personaggio viene presentata la storia e il ritratto, con notizie fondamentalmente biografiche e poi la sua analisi nell’ambito dell’opera dantesca con il giudizio che l’autore esprime su ciascuno di essi.


Estratto:

Virgilio
Storia e ritratto del personaggio
Publio Marone V. nacque ad Andes, vicino Mantova, nel 70 a.C. da un modesto proprietario terriero. Compì i suoi primi studi prima a Mantova e Cremona, poi, a Milano e a Roma. Abbandonati gli studi di retorica, per i quali non aveva attitudine e interesse, decise di recarsi a Napoli, per seguire la scuola del filosofo epicureo Sirone. Risalgono a questo periodo gli studi di astronomia, medicina, matematica e, soprattutto, la composizione delle prime Bucoliche (10 egloghe in esametri) che gli procurarono fama e il favore di Ottaviano e Mecenate. Verso il 44-43 a.C., ritornò a Mantova perché coinvolto nelle espropriazioni delle terre a favore dei veterani reduci da Filippi. Grazie, però, all’intercessione di Asinio Pollione, governatore della Cisalpina, V. rientrò in possesso delle sue terre, anche se non è notizia certa. Ritornò presto a Napoli. Qui, tra il 37 e il 30 a.C., compose le Georgiche, quattro libri dedicati alla celebrazione del­l’agricoltura come fu il volere di Mecenate, e dopo si dedicò all’Eneide, il poema epico nazionale richiesto dall’imperatore Augusto. Quando il poema era quasi terminato, V. decise di fare un viaggio in Grecia e in Asia Minore, teatro delle azioni dei suoi eroi, per perfezionare la sua com­posizione. Ammalatosi, ritornò in Italia. Appena sbarcato a Brindisi, morì nel 19 a.C. La sua salma fu poi portata a Napoli e fu sepolto sulla strada di Pozzuoli.

Analisi del personaggio
Dante, che aveva iniziato la salita ver­so la cima del colle illuminata dal sole, è costretto a ritornare nella selva oscura nella quale si era smarrito e, all’improvviso, scorge una figura, che non sa distinguere se umana o ombra, alla quale chiede aiuto. L’ombra, perché di questo si tratta, si presenta, con umiltà, dicendo che i suoi genitori erano lombardi, mantovani di nascita, e che era nato al tempo di Giulio Cesare, vissuto a Roma sotto l’imperatore Augusto prima dell’avvento del Cristianesimo e che fu poeta, cantore delle gesta di Enea, figlio di Anchise. Dante, dunque, con gioia e reverenza, riconosce nell’ombra V., il suo autore e maestro, dal quale imparò “lo bello stilo” (Inf. I, 87).

(segue...)

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
286
Altezza
150
Larghezza
105