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Fenoglio - Sciascia - Tomasi di Lampedusa - Vita, Personalità, Opere
  • Fenoglio - Sciascia - Tomasi di Lampedusa - Vita, Personalità, Opere

Fenoglio - Sciascia - Tomasi di Lampedusa - Vita, Personalità, Opere

A. Menetti
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Vita, personalità e opere dei principali autori della letteratura italiana

Riassunti o parafrasi

Il testo analizza le opere pubblicate in vita o portate a termine da Fenoglio: I ventitré giorni della città di Alba, La paga del sabato, La malora, Primavera di bellezza, Una questione privata, Il partigiano Johnny. Sciascia: Le parrocchie di Regalpetra, Gli zii di Sicilia, Il giorno della civetta, A ciascuno il suo, Il contesto, Todo modo. Tomasi di Lampedusa: Il Gattopardo, Il mattino di un mezzadro, La gioia e la legge, Ligheia, I luoghi della mia prima infanzia.

Quantità

«Personaggio schivo e appartato, alieno dal vivace protagonismo della sua generazione ed estraneo, per diversi aspet­ti, ai miti e alle ideologie letterarie del dopoguerra, Beppe Fenoglio ha dedicato con una fedeltà assoluta la sua at­­tività di scrittore allo scavo e alla rielaborazione artistica dei due motivi centrali della sua esperienza esistenziale: la vi­­ta delle Langhe, in Piemonte, – la “terra ancestrale” dalla quale non si allontanò mai – e la Resistenza, che diviene nel­­la sua opera, al di là del suo significato storico, una grande metafora della giovinezza e insieme di una inesausta ricerca del significato e della “verità” della vita» (F. G. Olivieri). Fenoglio fu presentato come «un nome del tutto nuovo alla letteratura» nel ’52 da Vittorini, che accol­se e stam­pò, nella collana dei Gettoni da lui diretta, la prima rac­colta narrativa del giovane scrittore piemontese. La pre­sentazione al pubblico e alla critica avvenne con la raccol­ta di dodici racconti intitolata I ventitré giorni della città di Alba, ispirati alla lotta partigiana e in particolare al­l’episodio che vide la liberazione di Alba e la sua perdita nel breve giro di ventitré giorni nell’autunno del 1944; ma vi sono anche racconti ispirati alla vita contadina delle Langhe. Furono comunque i primi ad attirare l’attenzione e a su­scitare aspre polemiche per il modo, da alcuni considerato dissacratorio, con cui lo scrittore affrontava il tema della Re­sistenza. A questa ispirazione resistenziale lo scrittore rimarrà fedele anche nei successivi racconti e romanzi «rievocanti episodi partigiani o l’inquietudine dei giovani nel dopoguerra».

«L’impegno civile è costante nell’opera di Leonardo Sciascia, che ha concentrato il suo interesse sulla realtà del mondo siciliano, in particolare sul fenomeno della mafia» (Giudice – Bruni). Tutti i suoi scritti sono «animati da una sotterranea sete di giustizia che però si accompagna alla delusione e allo sconforto. Il pessimismo si accentua in alcuni scritti, come Il contesto (1971) e Todo modo (1974), nei quali il quadro di decomposizione della società si allarga dalla Sicilia all’Italia intera, investendo la stessa classe politica per la sostanza, le modalità e l’arroganza del potere che, nel degradarsi della convivenza civile a sistema clientelare e mafioso, rende impossibile la giustizia: è l’aspetto più doloroso della crisi di civiltà del nostro paese in questi anni…». «La passione civile e l’impegno lucido e coraggioso caratterizzano questo scrittore che non può essere definito propriamente meridionalista per l’allargarsi dei suoi interessi e per il dilatarsi del suo pessimismo…» (Giudice – Bruni). «Sciascia si è, in prevalenza, mantenuto fedele alla sua terra, alla sua difficile realtà e ai suoi problemi: dalla difficoltà dell’istruzione e dell’educazione democratica, alla speculazione, alla mafia, ai rapporti di questa col potere politico. Partito dalle istanze del neorealismo, vi ha portato, dopo un ottimismo iniziale, quando ancora riteneva possibile un riscatto della borghesia, una più aspra volontà di denuncia, incentrata su una fiducia illuministica nella ragione, nel suo potere demistificante e costruttivo: una fiducia sempre rinascente dall’amaro scontro con una realtà di pubbli­ca corruzione, di conformismo, di coperta, implacabile vio­lenza» (Pazzaglia).

Giuseppe Tomasi, duca di Palma e principe di Lampedusa, nacque a Palermo il 23 dicembre 1896. La sua vita non presenta eventi particolarmente significativi. Uomo appartato, taciturno, schivo, restò nell’ombra fino all’esplosione di una imprevista fama postuma, legata al singolare caso del suo fortunato romanzo, Il gattopardo. Se le notizie biografiche sono scarse e non sempre controllabili, la nota più sicura è quella di un'eccezionale cultura letteraria e storica d’ambito europeo. Ebbe una spiccata predilezione per la civiltà e le esperienze culturali anglosassoni, ma anche per le altre letterature europee. Si può dire che non ci fosse scrittore di qualche rilievo che egli non conoscesse o apprezzasse. Nel 1915, a diciannove anni, abbandonò gli studi universitari per partecipare, come tenente di artiglieria, alla pri­ma guerra mondiale. Fatto prigioniero, riuscì a fuggire e a raggiungere, tra mille peripezie, la sua casa. Negli anni che seguirono viaggiò e soggiornò frequentemente all’estero, ospite dello zio Pietro Tomasi della Torretta, che fu ambasciatore presso le principali capitali europee. Parigi e Londra furono le due città preferite; in quest’ultima incontrò Alessandra, la figliastra di Della Torretta, il quale aveva sposato in seconde nozze la vedova del barone danese Wolf Stomersee: sarà la sua futura moglie. Questi contatti e la conoscenza delle lingue straniere favorirono i rapporti con le letterature europee, russe ed americane. Scoppiata la seconda guerra mondiale, venne richiamato alle armi col grado di capitano di artiglieria. Nel 1953 abbandonò il suo isolamento raccogliendo attorno a sé un gruppo di giovani intellettuali palermitani, con i quali passare in rassegna lo sviluppo storico della letteratura inglese e di quella francese.

Indice

Beppe Fenoglio

La personalità  

La vita     

Opere pubblicate in vita o portate a termine dall’autore

- I ventitré giorni della città di Alba

- La paga del sabato

- La malora

- Primavera di bellezza     

Opere pubblicate postume

- Una questione privata      

- Il partigiano Johnny

Leonardo Sciascia

La personalità

Vita e opere

- Le parrocchie di Regalpetra

- Gli zii di Sicilia

- Il giorno della civetta

- A ciascuno il suo

- Il contesto

- Todo modo

- Intervista a Leonardo Sciascia

Tomasi di Lampedusa

La personalità e la vita

- Il gattopardo

- Racconti

- Il mattino di un mezzadro

- La gioia e la legge

- Lighea

I luoghi della mia prima infanzia

0147-S1D5S
99 Articoli

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
160
Altezza
165
Larghezza
120
Profondità
8

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