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Tre croci - Con gli occhi chiusi - Il podere - Federigo Tozzi - Riassunto e commento
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Tre croci - Con gli occhi chiusi - Il podere - Federigo Tozzi - Riassunto e commento

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Federigo Tozzi - Riassunti delle opere

Tre Croci: la vicenda è ambientata a Siena all’incirca all’inizio del 1900 e narra dei tre fratelli Gambi. Per evitare il fallimento della libreria, Giulio, il più generoso dei tre, giungerà a falsificare cambiali. Quando la truffa verrà scoperta, i tre fratelli si avvieranno fatalmente verso una fine tragica.

Con gli occhi chiusi: la vicenda si svolge a Siena approssimativamente agli inizi del nostro secolo e narra la vita di Pietro Rosi dall’infanzia sino alla giovinezza e la sua tormentata storia d’amore con Ghisola, giovane contadina istintiva e sensuale.

Il podere: ereditato da Remigio alla morte del padre Giacomo, fa da sfondo alla vicenda del giovane che, solo e indifeso, si trova a combattere contro tutto e tutti

Quantità

Gli anni in cui Tozzi compie la propria formazione e crea le proprie opere sono ricchi di tensioni e di profondi mutamenti. L’Italia, unificatasi in tempi non molto lontani, va incontro ad una sua prima industrializzazione. Si introducono elementi di dinamismo sociale. Se la prevalenza fra i settori produttivi spetta ancora all’agricoltura, si vanno tuttavia delineando alcuni centri di attività importanti dell’industria. La struttura sociale si modifica conseguentemente.
Le commesse industriali provengono spesso dallo Stato, il qua­le inaugura quelle forme di protezionismo e si dispone pa­rallelamente a quelle esperienze coloniali che lo vedranno allinearsi ultimo tra i paesi europei e prepararsi a più pe­san­ti avventure. Si verificano proteste delle masse popolari, ora represse, ora incoraggiate, incanalate nel riformismo da Gio­litti, che promuove il suffragio universale ma­schi­le. I cattolici rientrano in politica con il “patto Gen­ti­lo­ni”, al fine di ar­ginare possibili avanzate socialiste. La borghesia si attesta sal­damente al potere; ma sorgono critiche agli ideali di de­mocrazia e progresso.
La fiducia positivista nel­la obiettività e nella efficacia della scienza, che avevano ac­compagnato il suo affermarsi, lasciano il campo a manifestazioni irrazionalistiche. Le stesse discipline scientifiche attraversano una crisi che porterà ad elaborare nuovi sistemi, dal­le geometrie non euclidee, alla relatività, al principio di in­determinazione.
Al romanzo naturalista, con la sua indagine sociale e la sua poetica dell’oggettività – che pure talora, e particolarmente in Verga, tocca punte vicine al simbolismo – subentrano le nuove espressioni dei Decadenti. La realtà non è più co­noscibile nella sua superficie, ma solo nella profondità, per segrete corrispondenze: sta al fondo della discesa in un’interiorità umana non più logica, ma misteriosa, onirica; o è totalmente estranea, insensata.
Si scopre l’inconscio. Vi è un “oltre” o un “altro” nelle cose e nell’uomo stesso. Il linguaggio, la forma d’arte tradizionale, ne restano sconvolti. Ed inizia quella ricerca di espressione che è insieme ricerca di universalità-eternità e di adeguatezza al proprio tempo, al pro­prio “qui e ora”. Il rinnovamento passa prima per la poe­sia e comporta una crisi del romanzo – genere per ec­cel­lenza moderno – e una sua reinvenzione in termini adatti al­la raggiunta nuova coscienza. L’Italia, come si attardava nel­le trasformazioni sociali, così segue nei movimenti letterari.
D’Annunzio e Pascoli propongono caratteri del De­ca­den­tismo in una versione nostrana: il secondo è più intimo e profondo; il primo più superficiale. Ma è lui che domina: non è solo un poeta, ma un modello di comportamento, il su­peruomo immerso tanto nella natura quanto nelle raffinatezze mondane, vate e promotore di clamorose gesta pa­tri­ot­tiche. I Futuristi, che pure negli aspetti formali se ne di­sco­stano, gli sono tributari nell’attivismo e nel volontarismo. I Crepuscolari lo hanno come idolo polemico: cercano toni mi­nori, si ripiegano in sé e tentano l’ironia. Ma grava un sen­so di chiusura. E, co­me nell’epoca Romantica, sorge e si im­pone un senso di forte critica aperto alle esperienze internazionali. Proprio i Futuristi, pur nelle dichiarazioni e manifestazioni eccessive, volutamente scandalose, presentandosi con tutti i caratteri di un’avanguardia, aprono la via in questo senso. Prima Papini e Prezzolini “simpatizzanti” del mo­vi­mento, poi Ser­ra, Cecchi, De Robertis e molti intellettuali ri­vendicano un nuo­vo ruolo per l’Italia e fondano e animano varie riviste: “Il Leonardo” (1903-1907), “Hermes” (1904), “Il Regno” (1903), “La Voce” (1908-1916), “L’Unità” (1911), “Lacerba” (1913-1915). La scena si movimenta e proprio esse di­ventano le sedi del dibattito culturale, le sedi delle innovazioni, dei programmi e delle ricerche: la scuola degli autodidatti, come le ha definite Debenedetti, cogliendo un carattere importante del comportamento e della formazione degli in­tellettuali dell’epoca.
Tozzi, prima disordinato e disorganico negli studi scolastici ed individuali, poi impegnato in un’opera di auto-educazione, approda dapprima ad una rivista dannunziana, “L’E­roi­ca” (è egli stesso dannunziano, ma ripudierà in seguito tale posizione), poi ad una che non riesce a crearsi una pro­pria linea, “San Giorgio”; crea, infine, con Giuliotti, “La Tor­re”. “Mentre La Torre (simbolo di potenza, di regalità e di dittatura) si eleva, guidicatrice e punitrice, sull’imbestiamento del secolo – viene dichiarato in apertura – noi, che in pieno contagio abbiamo avuto l’anima di innalzarla, ci pro­­fessiamo, a scandalo degli stolti reazionari e cattolici. Re­a­zio­nari, invochiamo e propugnamo a viso aperto, contro i fi­­guri demagogici la necessità del boia; cattolici, mentre le mo­­narchie vacillano, difendiamo la Chiesa. La tolleranza è in­­differenza: chi crede vuole che gli altri credano. Noi sia­mo intolleranti”. I cattolici erano tornati da poco a partecipare alla politica. Il disprezzo per la democrazia non era cer­­to isolato e ben più si sarebbe esteso in seguito. Ma questa si presenta come una scelta da attardati, un anacronismo fol­­le di provinciale presunzione: ed in tale senso lo bolleranno Prezzolini, quindi Cozzani e Prezzolini.


2024-S7F4S
100 Articoli

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
192
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
99

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