Pacchetto Storia dell'Arte
Un cammino di saggezza

Pacchetto Letteratura Italiana

Riassunti di letteratura italiana pensati oer i programmi scolastici delle Scuole Superiori.


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Descrizione Pacchetto

Per un ripasso della letteratura studiata, o anche per una panoramica generale per i più curiosi.

Descrizioni Libri Pacchetto

Riassunto di letteratura italiana

Riassunto sulle origini della lingua e della letteratura italiana. Si concentra sul Duecento con la poesia religiosa, la letteratura didattico-morale, la Scuola Siciliana e il Dolce Stil Novo. I giganti Dante, Petrarca e Boccaccio. Scrittori minori del Trecento. Umanesimo, scrittori del Quattrocento (Leon Battista Alberti, Lorenzo de’ Medici, Poliziano, Pulci, Boiardo, Savonarola, Leonardo e Sannazaro).


Estratti dal volume:

L’età e la cultura medievale
L’età medievale – Nel lungo periodo dell’età medievale, cioè nell’arco di tempo che va dalla caduta dell’Impero ro­ma­no (476 d.C.) fino almeno a tutto il secolo XII, la lingua d’uso ri­mase, nella maggioranza dei casi, il latino.
Nell’età medievale si registrarono innegabili sintomi di de­ca­­denza e di imbarbarimento nella vita civile e culturale, con il conseguente declino dell’arte classica e della letteratura la­ti­na. Bisogna tuttavia specificare che, dietro le più ap­pa­riscenti manifestazioni di decadenza, si celava in realtà un fatico­so processo di trasformazione, dal quale ebbero origine e si elaborarono le forme di una nuova civiltà e di una nuo­va let­teratura (la cosiddetta letteratura medievale, ric­ca di opere scrit­te in un latino sempre più diverso da quel­lo del­l’età classi­ca).
Contemporaneamente alla caduta degli antichi ideali politici e religiosi, sorse e si sviluppò la nuova forza del Cri­stia­nesimo (con la sua più intima e profonda concezione del mondo), che penetrò nelle coscienze, si diffuse in tutti gli stra­ti sociali e seppe rinnovare nell’intimo la vita morale e spirituale e le stesse strutture politiche dell’Impero romano.
È però da precisare che, pur nello sfacelo del mondo antico, durante il medioevo non venne mai meno l’influenza della civiltà romana. Si deve anzi parlare di una vera e propria continuità della tradizione culturale classica (come gli studi di diritto, le scuole di grammatica, la cultura retorica), preservata dalla continuità della vita politica e civile, pur at­tra­verso le più varie e profonde trasformazioni spirituali e sociali (come il trionfo del cristianesimo, le invasioni barbariche, lo sviluppo dell’economia feudale).


L’origine della lingua italiana
Il latino volgare – La lingua italiana deriva dal latino volgare. La lingua latina infatti presentava anticamente due forme: una letteraria o scritta (latino letterario), usata dai dotti e dalle persone di condizione più elevata; una volgare o parlata (latino volgare), usata dalla plebe e dalle persone meno colte. Il latino volgare veniva indicato anche con il nome di sermo plebeius, rusticus, militaris, cotidianus, ecc.; mentre il latino letterario diceva, per esempio, equus, os, ignis, edere, il latino volgare diceva caballus, bucca, focus, manducare. Quando si dice che l’italiano deriva dal latino si afferma una cosa giusta, ma allo stesso tempo approssimativa, in quanto l’italiano è in realtà il latino stesso, così come si è via via trasformato nei secoli, secondo un’intima leg­ge di svolgimento storico. L’italiano, dunque, è la forma assunta dalla lingua latina nel corso delle sue secolari trasformazioni, conseguenti al modificarsi degli usi, delle istituzioni e dei costumi.

I primi documenti della letteratura italiana
A partire dal secolo XI, i documenti in volgare non solo diventano più frequenti e diffusi, ma in alcuni casi comincia a porsi in evidenza una più o meno decisa ambizione letteraria dei componimenti stessi.
Tra i primi documenti della letteratura italiana si possono ricordare:
1) il Ritmo laurenziano (1150 circa), una cantilena in ottonari, scritta da un giullare toscano in onore di Grimaldesco, vescovo di Osimo e di Villano, vescovo di Pisa, davanti al quale il giullare recita i suoi versi, nella speranza di ottenere in premio un bel cavallo balzano.
2) il Ritmo cassinese (fine del sec. XII), un dialogo in versi intorno alla vita celeste e alla vita terrena, sicuramente opera di uno scrittore colto. Si tratta di componimenti che dimostrano buona cultura e notevole abilità tecnica.
È da osservare che, tra i vari volgari di ambito regionale (il lombardo, l’umbro, il siciliano, ecc.) prevalse infine, per ragioni storiche, geografiche e letterarie, il fiorentino, la lingua di Dante e della Divina Commedia.


Indice

CAPITOLO 1 - Le origini della lingua e della letteratura italiana. L’età e la cultura medievale. L’origine della lingua italiana. I primi documenti della lingua italiana. I primi documenti della letteratura italiana. La letteratura francese e provenzale. La letteratura italiana del Duecento.
CAPITOLO 2 - Il Duecento. La poesia religiosa. La letteratura didattico-morale. La lirica d’arte della Scuola Siciliana. La scuola guittoniana. Il “Dolce Stil Novo”. La poesia realistica e borghese. La prosa del Duecento.
CAPITOLO 3 - La vita e le opere minori di Dante. La vita di Dante (1265-1321). La personalità dantesca. Le opere minori. Gli scritti minori in latino.
CAPITOLO 4 - La “Divina Commedia”. La genesi e la composizione del poema. L’argomento e lo schema dell’opera. Il significato allegorico e morale della Commedia. Gli elementi culturali. La struttura e la poesia. L’arte di Dante.
CAPITOLO 5 - Francesco Petrarca. La vita (1304-1374). L’età del Petrarca. La cultura e il pensiero del Petrarca. Il Canzoniere. I Trionfi. Le opere in latino. Le Epistole e altre opere.
CAPITOLO 6 - Giovanni Boccaccio. La vita (1313-1375). Il mondo e la personalità del Boccaccio. Le opere minori. Le opere del periodo napoletano. Le opere minori del periodo fiorentino. Gli scritti danteschi. Il Decameron. Le opere in latino
CAPITOLO 7 - Gli scrittori minori del Trecento. I rimatori trecenteschi. Gli scrittori di storia. Franco Sacchetti e gli scrittori di novelle. La letteratura religiosa del Trecento
CAPITOLO 8 - L’Umanesimo e la letteratura umanistica. L’Umanesimo e il Rinascimento. I precursori dell’Umanesimo. La nuova cultura umanistica. Lo studio del greco. Gli studi di storia e i trattati morali e filosofici. I poeti dell’età umanistica.
CAPITOLO 9 - Gli scrittori del Quattrocento. Poeti e prosatori minori del Quattrocento. Leon Battista Alberti (1404-1472). Lorenzo de’ Medici (1449-1492). Angelo Poliziano (1454-1494). Luigi Pulci (1432-1484). Matteo Maria Boiardo (1441-1494). Girolamo Savonarola (1452-1498). Leonardo da Vinci (1452-1519). Jacopo Sannazaro (1456-1530).

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
215
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
135

Riassunto di letteratura italiana

Il libro inizia la sua trattazione con l’età del Rinascimento, la questione della lingua e Pietro Bembo. Si studiano Ariosto e Machiavelli e i principali poeti e letterati del Cinquecento. Poi Guicciardini, Vasari, Castiglione, Aretino e la novellistica. Il secolo si chiude con Tasso. Poi Barocco, Galilei, Redi e Campanella. Settecento: l’Arcadia e Metastasio, Vico e Muratori. Illuminismo, Goldoni e Parini, Alfieri.


IL RINASCIMENTO
Il Rinascimento è la maturità della cultura umanistica in pieno Cinquecento. Se l’Umanesimo si preoccupò di studiare filologicamente i classici e di proporli come modelli ineguagliabili di imitazione e in ossequio a questi adottò il latino come lingua scritta, il Rinascimento inizia invece una vera e propria rielaborazione in forma originale dei contenuti tradizionali dei modelli classici e ritorna definitivamente al volgare, che con Ariosto assurge a lingua nazionale. Si noti che tale rielaborazione dell’antichità classica viene ora intesa in senso competitivo, grandioso, monumentale (cfr. Michelangelo in architettura): perciò in prosa si ha il ciceronianismo, in poesia il petrarchismo. Più sviluppato è anche il senso estetico, l’esaltazione per il mondo dell’arte e della cultura: «arte per l’arte».
LA CIVILTÀ DEL RINASCIMENTO
1. Altri caratteri particolari del Rinascimento sono:
– antropocentrismo, ossia l’esaltazione dell’essere umano e delle sue potenzialità;
– naturalismo, ovvero concetto immanente della vita;
– mecenatismo, specialmente presso i pontefici Giulio II (Giuliano della Rovere) e Leone X (Giovanni de’ Medici), che inaugurano il «secolo d’oro»;
– vasta diffusione della cultura grazie all’invenzione della stampa, specialmente a Venezia con Aldo Manuzio, il più famoso tipografo editore del Rinascimento; classicismo, ossia volontà di adeguare i modelli classici al la lingua volgare, cercando effetti di eleganza, equilibrio e misura. Si accompagna a tale fenomeno la codificazione di norme sempre più rigide in campo letterario.
Non si possono tuttavia ignorare anche altre componenti del Rinascimento italiano, in particolare espressioni di anticlassicismo e plurilinguismo (Folengo, Berni, Ruzzante).
2. La fioritura Rinascimentale è intensa quanto breve: si può dire brutalmente conclusa da un evento traumatico come il sacco di Roma (1527) che segna l’inaridirsi della spinta in ventiva degli anni precedenti. Vi è infatti una profonda frattura tra la prima e la seconda parte del Cinquecento, segnata dai rivolgimenti prodotti dalla Controriforma (Concilio di Trento, 1545-63) e dal definitivo affermarsi del predominio spagnolo su gran parte del la penisola (trattato di Cateau-Cambrésis, 1559).
3. Con il travaglio spirituale di un poeta come Tasso siamo ormai al di là del Rinascimento e ci muoviamo nell’ambito del Manierismo che caratterizza il secondo Cinquecento non solo nelle arti figurative. Il Manierismo fissa l’esasperazione dei canoni del Classicismo, la ripetizione, l’artificialità spinta fino all’eccesso, l’obbedienza piatta alle norme e di conseguenza la scarsa inventiva. Naturalmente, almeno nel caso di Tasso, il Manierismo riflette un conflitto sofferto, la crisi delle certezze antropocentriche e l’impossibilità di approdare all’armonia.

PARTE PRIMA
Il Cinquecento
CAPITOLO 1 - L’età del Rinascimento. Il Rinascimento. La civiltà del Rinascimento. La questione della lingua. Pietro Bembo (1470-1547).
CAPITOLO 2 - Ludovico Ariosto (1474-1533). La vita. Il mondo dell’Ariosto. Le opere minori. Le Satire. L’Orlando Furioso.
CAPITOLO 3 - Niccolò Machiavelli (1469-1527). La vita 29. Il pensiero. Il Principe.
I Discorsi sulla prima Deca di Tito Livio. Le Istorie fiorentine (1525). Dell’arte della guerra. Opere letterarie. Scritti politici minori.
CAPITOLO 4 - Poeti e letterati del Cinquecento. Il petrarchismo e la lirica. Michelangelo Buonarroti (1475-1564). Giovanni Della Casa (1503-1556). La poesia femminile nel Cinquecento. Luigi Tansillo (1510-1568). Anticlassicismo e plurilinguismo. Francesco Berni (1497-1535). Teofilo Folengo (1491-1544). Ruzzante (1496-1542).
CAPITOLO 5 - Storici e prosatori del secolo XVI. Francesco Guicciardini (1483-1540). Giorgio Vasari (1511-1574). Benvenuto Cellini (1500-1571). Baldesar Castiglione (1478-1529). Pietro Aretino (1492-1556). Annibal Caro (1507-1566). La novellistica. Agnolo Firenzuola (1493-1543). Matteo Bandello (1485-1561). Giordano Bruno (1548-1600).
CAPITOLO 6 - Torquato Tasso (1544-1595). La vita. La spiritualità di Tasso. Rinaldo (1562). Aminta (1573). Gerusalemme liberata (1575). Le Liriche. Le ultime opere poetiche. Le opere in prosa.
PARTE SECONDA
Il Seicento
CAPITOLO 7 - L’età del Barocco. Il Barocco. La civiltà del Barocco.
CAPITOLO 8 - La letteratura del Seicento. La poesia barocca. La prosa barocca. Il teatro. Il melodramma. La commedia dell’arte.
CAPITOLO 9 - Il pensiero filosofico-scientifico. Galileo Galilei (1564-1642). Francesco Redi (1626-1698). Tommaso Campanella (1568-1639).
PARTE TERZA
Il Settecento
CAPITOLO 10 - La civiltà del Settecento. Il movimento dell’Arcadia. Il melodramma. Pietro Metastasio (1698-1782).
CAPITOLO 11 - Filosofia e filologia: Vico e Muratori. Giambattista Vico (1668-1744). Ludovico Antonio Muratori (1672-1750).
CAPITOLO 12 - Gli intellettuali del Settecento. Illuminismo. L’illuminismo in Italia.
CAPITOLO 13 - Carlo Goldoni (1707-1793). La vita. Le opere. La riforma goldoniana.
CAPITOLO 14 - Giuseppe Parini (1729-1799). La vita. La personalità. Il Giorno. Le Odi (1757-95). Opere minori.
CAPITOLO 15 - Neoclassicismo e Preromanticismo.
CAPITOLO 16 - Vittorio Alfieri (1749-1803). La vita. Il pensiero e la cultura. Le Tragedie. Il Filippo. Il Saul. La Vita. Opere minori. Indice dei nomi.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
224
Altezza
150
Larghezza
105

Riassunto di letteratura italiana

Questo volume si apre con l’età napoleonica, Monti e Foscolo. Romanticismo in Europa, Romanticismo italiano e i suoi autori minori (Porta, Berchet, Pellico, Gioberti, Tommaseo, Mazzini, De Sanctis, Nievo). Quindi Manzoni e Leopardi per poi passare alla fase del Realismo, compresa tra l’Unità d’Italia e la fine dell’Ottocento. La Scapigliatura, Capuana e i veristi, Carducci e infine Verga.


1. Con il termine di “Età napoleonica” si vuole definire il periodo storico successivo alla Rivoluzione francese (1789), che ci conduce fino alla Restaurazione (1815). Il termine usato per definire questo momento storico richiama la figura predominante in quell’epoca: Napoleone Bonaparte, le cui campagne militari incisero notevolmente non solo sulla storia europea ma anche, in particolare, sulla configurazione territoriale della penisola italiana.
2. Questo periodo storico, da un punto di vista socioculturale, si definisce anche preromantico o neoclassico. Tali definizioni pongono l’accento sulle correnti artistico-letterarie del tempo, piuttosto che sull’evento storico.
 CONTESTO STORICO
1. Le idee rivoluzionarie che in Francia portarono il popolo alla ribellione durante la Rivoluzione francese, si diffusero in Italia all’arrivo dell’esercito francese, comandato dal generale Napoleone Bonaparte, impegnato in un’azione diversiva contro l’esercito austriaco, attaccato contemporaneamente in Germania.
La campagna d’Italia registrò repentini e clamorosi successi e terminò con la pace di Campoformio (1797), nella quale l’Austria riconobbe le conquiste francesi in Italia e in Belgio e ottenne in cambio la Repubblica veneta. Nel triennio giacobino (1796-99) in Italia furono fondate varie repubbliche sul modello francese, dopo l’allontanamento dei vecchi sovrani. Nel 1797 nacquero la Repubblica Cisalpina, formata dall’unione della Repubblica Transpadana con quella Cispadana, e la Repubblica Ligure; nel 1798 quella Romana e infine, nel 1799, quella Partenopea.
Dopo la spedizione in Egitto (1798-1799) Napoleone ritornò in Francia dove, con un colpo di stato, assunse il potere consolare, affiancato da altri due consoli: Ducos e Sieyès. Scese nuovamente in Italia nel 1800 dove vinse gli austriaci a Marengo. Fu proclamata la seconda Repubblica Cisalpina che infine, nel 1802, fu ribattezzata Repubblica italiana, con capitale Milano. Nel 1804, Napoleone si proclamò Imperatore dei Francesi e, nel 1805, Re d’Italia, trasformando la Repubblica italiana in Regno d’Italia. Nel Meridione d’Italia, il Regno di Napoli, prima governato da Giuseppe Bonaparte, nel 1808 passò sotto il governo di Gioacchino Murat, maresciallo di Napoleone. Con il fallimento della campagna napoleonica in Russia (1812), ha inizio il declino dell’Imperatore: con la sconfitta di Lipsia prima (1813) e di Waterloo poi (1814) crolla l’impero e così il predominio francese in Italia, che ritorna sotto il dominio austriaco.
2. Con l’avvento dell’età napoleonica si diffusero in Italia le idee patriottiche e il desiderio di un rinnovamento civile e culturale che porteranno alla nascita delle aspirazioni risorgimentali. Successivamente, con la costituzione del Regno d’Italia nasce anche uno spirito nazionale e si osserva un cambiamento nel ruolo dell’intellettuale all’interno del mondo culturale. Egli non ha più esclusivamente funzione celebrativa ma, ricoprendo cariche pubbliche, affronta tematiche di impegno civile. Le innovazioni sociali, giuridiche, economiche e culturali promesse da Napoleone richiamano nel Nord Italia numerosi intellettuali desiderosi di partecipare a questo rinnovamento. Nel Meridione invece la politica repressiva dei Borboni crea un vuoto culturale che si protrarrà per molti anni. Gli intellettuali, gli artisti e i letterati si trovano in questo periodo a rivestire un nuovo ruolo sociale. La maggior parte di essi deciderà di partecipare, come Foscolo; alcuni si asterranno, come Monti. Infine ricordiamo Vincenzo Cuoco che, oltre a partecipare alla vita politica del paese, approfondirà la riflessione sulle condizioni politiche del l’Italia di quel tempo.

Indice

CAPITOLO 1 - Panorama storico-culturale. Contesto storico. Contesto culturale. Panorama letterario.
CAPITOLO 2 - Vincenzo Monti (1754-1828). La vita. Pensiero politico. Personalità artistica. Liriche. Poemetti. Poemetti mitologici. Tragedie. Traduzioni. Prose.
CAPITOLO 3 - Ugo Foscolo (1778-1827). La vita. Il mondo ideale di Foscolo. I Sonetti. Le Odi. Le ultime lettere di Jacopo Ortis. I Sepolcri. Le Grazie. Tragedie. Prose. Traduzioni.
L’ETÀ DELLA RESTAURAZIONE E DEL RISORGIMENTO
Il Romanticismo
CAPITOLO 1 - Panorama storico-culturale. Contesto storico. Contesto culturale.
CAPITOLO 2 - Il Romanticismo. Caratteri artistici del Romanticismo. Caratteri filosofici e morali del Romanticismo. Il Romanticismo in Germania. Il Romanticismo in Inghilterra. Il Romanticismo in Francia. Diffusione del Romanticismo. Il Romanticismo in Italia. La polemica classico-romantica.
CAPITOLO 3 - Panorama letterario. Carlo Porta (1775-1821). Giovanni Berchet (1783-1851). Silvio Pellico (1789-1854). Cesare Balbo (1789-1853) Gioacchino Belli (1791-1863). Massimo D’Azeglio (1798-1866). Vincenzo Gioberti (1801-1852). Niccolò Tommaseo (1802-1874). Giuseppe Mazzini (1805-1872). Giuseppe Giusti (1809-1850). Aleardo Aleardi (1812-1878). Luigi Settembrini (1813-1876). Giovanni Prati (1815-1884). Francesco De Sanctis (1817-1883). Ippolito Nievo (1831-1861).
CAPITOLO 4 - Alessandro Manzoni (1785-1873). La vita. Il mondo spirituale di Manzoni. Le opere anteriori alla conversione. Le liriche politiche. Gli Inni Sacri. Le Tragedie. I Promessi Sposi. Gli scritti storici e critici. La questione della lingua.
CAPITOLO 5 - Giacomo Leopardi (1798-1837). La vita. La personalità e il pensiero di Leopardi. I Canti. I Paralipomeni della Batracomiomachia. Le Operette morali. I Pensieri. Lo Zibaldone. L’Epistolario.

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
192
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
122

Riassunto di letteratura italiana

Il testo parte dall’età del Decadentismo, con Pascoli e D’Annunzio. I crepuscolari, le avanguardie. Fra le due guerre in Europa e in Italia: Cardarelli, Bacchelli, Tozzi, Silone, Alvaro, Buzzati, Saba, Ungaretti, Montale, Quasimodo. Dopoguerra: Moravia, Pavese, Vittorini, Fenoglio, Jovine, Pratolini, Calvino, Levi, Tomasi di Lampedusa, Bassani e Cassola. Contemporanei: Neoavanguardia, Gadda, Pasolini, Zanzotto, Sciascia.


1. La letteratura del Novecento, sia in Italia che in Europa, reagisce al naturalismo della seconda metà dell’Ottocento in nome di un concetto più idealistico e spirituale della vita e dell’arte. Il termine decadentismo, inizialmente recepito con una valenza negativa («décadents» erano chiamati con intento dispregiativo dalla critica ufficiale gli artisti parigini d’avanguardia intorno al 1880), indica in realtà non una decadenza dell’arte ma una decadenza di ideali e di fede.
Il decadentismo si può considerare come l’estrema esasperazione del soggettivismo romantico ma, mentre il romanticismo aveva concepito il soggetto come momento di una più alta realtà ideale, il decadentismo concepisce il soggetto come fine a se stesso, ossia come semplice “io individuale”.
L’uomo, abbandonato a se stesso, si ritrova solitario nel mondo, creatore di valori che sono sue mere finzioni e perciò, se da un lato si esalta, quasi demiurgo che plasma e dissolve la realtà in omaggio al suo egoistico arbitrio, dall’altro si mortifica in una fredda e accorata contemplazione della vita e del mondo. Ne consegue uno straordinario raffinamento della tecnica, perché la parola, adeguandosi alla nuova sensibilità, tende a sottrarsi dal vincolo costruttivo e logico per frantumarsi in analisi minutissime (frammentarismo) o risolversi in pura suggestione musicale.
2. Nella complessità del movimento decadente, che riassume in sé varie tendenze, si possono individuare due linee principali di sviluppo: il simbolismo e l’estetismo.
Nel simbolismo la poesia è concepita in modo quasi religioso: la letteratura viene considerata come un profondo atto di fede verso la purezza, la bellezza e l’assoluto. Storicamente il simbolismo nasce dalle ceneri dell’ormai stanco parnassianesimo e in contrapposizione al naturalismo. Il tentativo dei simbolisti fu quello di rendere al poeta la sua funzione, cioè quella di estrarre dallo spettacolo della realtà una rete di simboli con i quali fosse possibile reinventare il mondo intero.
L’estetismo è contraddistinto da concezioni e atteggiamenti che pongono i valori estetici ai vertici di ogni attività umana. La tendenza estetizzante, legata alla teoria dell’arte per l’arte, comporta l’attribuzione all’artista di una superiorità sulla morale corrente e si caratterizza per un sensualismo sottile al limite del morboso e per il gusto del prezioso, dello stravagante e dell’esotico.
 CONTESTO STORICO
L’esperienza della Comune di Parigi (1871) e l’espandersi del movimento socialista portano gran parte della borghesia, per timore di una rivoluzione, verso ideologie reazionarie. Di conseguenza in economia vengono abbandonate le teorie del liberalismo per ritornare a politiche protezionistiche e si inaspriscono pertanto i rapporti tra gli Stati.
6 L’ETÀ DEL DECADENTISMO
Gli ideali romantici crollano davanti alla realtà dei fatti storici e il principio della diseguaglianza sociale viene accettato come inevitabile, di conseguenza:
– al mito della fratellanza si sostituisce quello della superiorità della razza bianca, che porta al concetto di nazionalismo e allo sfruttamento coloniale;
– al mito della libertà e della solidarietà si sostituisce la polemica contro le istituzioni liberali e il trionfo dell’individualismo, esaltato anche tramite la violenza.

Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

La lingua e lo stile – Alla lingua “agrammaticale” dei fu­turisti il poeta contrappone un equilibrio fra annullamento del­la parola e sua ricostruzione, infatti egli accetta dei fu­­­tu­ri­sti la tecnica della condensazione e l’esaltazione del­la pa­­­rola al di fuori delle connessioni logiche, ma è la sua pa­ro­­­la che poi deve avere peso tanto da assumere un va­lore sa­­­cro; ciò gli consente di superare il momento di­strut­tivo del futurismo.

Le opere – L’esordio di Ungaretti avviene nel 1916, con Il Por­to Se­po­lto, ricordo dell’adolescenza africana in cui com­­paiono to­ni che richiamano il periodo di guerra; seguirà Al­legria di nau­fragi (1919), che sollevò molte polemiche per l’ermetismo in esso contenuto e che includeva anche la pre­cedente rac­colta. Il volume verrà ripubblicato nel 1931 con il ti­tolo L’allegria.


Indice
L’ETÀ DEL DECADENTISMO
CAPITOLO 1 - Panorama storico-culturale                                     
CAPITOLO 2 - Giovanni Pascoli (1855-1912)                                  
CAPITOLO 3 - Gabriele D’Annunzio (1863-1938)                           
IL PRIMO NOVECENTO
CAPITOLO 1 - Panorama storico-culturale                                      
CAPITOLO 2 - Le avanguardie storiche                                             
CAPITOLO 3 - Le riviste fiorentine                                                      
CAPITOLO 4 - Altri scrittori del primo Novecento                            
CAPITOLO 5 - Svevo e Pirandello                                                     
TRA LE DUE GUERRE
CAPITOLO 1 - Panorama storico-culturale                                    
CAPITOLO 2 - La poesia tra le due guerre                                      
CAPITOLO 3 - La prosa tra le due guerre                                       
IL SECONDO DOPOGUERRA
CAPITOLO 1 - Panorama storico-culturale                                    
CAPITOLO 2 - Il Neorealismo                                                       
L’ETÀ CONTEMPORANEA
CAPITOLO 1 - Panorama storico-culturale                                   
CAPITOLO 2 - La Neoavanguardia                                                
IL TEATRO E LA CRITICA LETTERARIA
CAPITOLO 1 - Il teatro                                                                    
CAPITOLO 2 - La critica letteraria                                                  

Indice degli autori        

Scheda tecnica

Tipo Scuola
Scuole Superiori
Numero Pagine
252
Altezza
150
Larghezza
105
Peso
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